PUFF

PRAA, PRRA PRB PRSE, PRRM, PRIIM, PRQA, PFVR, PRAF, PIC, PSSR, PSS, PRS, PSR.  Sono alcuni degli infiniti piani frutto della infaticabile programmazione della macchina amministrativa della Regione Toscana che ha fatto della quasi sempre inutile (ma perciò dannosa) pianificazione del nulla la sua principale occupazione. Un elenco comico ma non esaustivo si può leggere qui. 
L’ultimo nato qualche mese fa è il PUFF e c’è poco da ridere perché esso dà la possibilità di comprendere l’improvvisazione, la scarsa trasparenza, il fariseismo della politica di quella che dovrebbe essere una delle regioni meglio amministrate d’italia.

Ecco come gli elementi essenziali:

  • Intorno alle aree di captazione delle acque sotterranee (pozzi) esiste un’area di salvaguardia, in pratica in un cerchio di 200 metri di raggio dai pozzi in cui si vieta, oltre a molte altre attività, l’uso di pesticidi e fertilizzanti.
    Più esattamente l’art. 94 del D.Lgs. 152/2006 vieta lo “…spandimento di concimi chimici, fertilizzanti o pesticidi, salvo che l’impiego di tali sostanze sia effettuato sulla base delle indicazioni di uno specifico piano di utilizzazione che tenga conto della natura dei suoli, delle colture compatibili, delle tecniche agronomiche impiegate e della vulnerabilità delle risorse idriche”.
  • Ora la Toscana, unica tra le regioni, si è sostituita agli agricoltori è ha fatto questo fantomatico “piano di utilizzazione” buono per tutti,  vanificando questo divieto nazionale che era rimasto come piccolissimo argine al diffusissimo inquinamento delle falde idriche, certificato da Arpat e da Ispra.
  • Per fare questo favore a vivaisti e cosiddetti agricoltori ha approvato un Piano per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari e dei fertilizzanti  (PUFF) che dovrebbe servire a regolamentar l’uso di tali composti chimici senza la necessità di predisporre un piano a livello aziendale.
    La tabella 1 infatti contiene le sostanze attive vietate all’interno delle aree di salvaguardia di captazioni da acque superficiali (sorgenti e corsi d’acqua)  e sotterranee (pozzi) e pertanto contiene anche la possibilità di usare le tante non vietate di cui il Glifosato è la più famosa ma forse non la più pericolosa.
  • Al tavolo di concertazione di questo PUFF hanno partecipato il Cispel in rappresentanza delle società di gestione delle risorse idriche (che evidentemente non hanno avuto da ridire), le organizzazioni degli agricoltori (che spingevano per soluzioni ancora più liberiste), l’immancabile CGL e tanti altri.  Forse mancavano i cittadini.

Infatti agli occhi di un cittadino qualsiasi il PUFF apparirebbe assurdo nel consentire l’uso di pericolose sostanze tossiche proprio sopra un pozzo per uso umano e chiaramente illegittimo in quanto promulgato in contrasto con la necessità di tener conto, come richiesto dal D.Lgs. 152/2006, della “vulnerabilità delle risorse idriche” che proprio in Toscana risulta altissima, essendo una delle regioni con il maggior inquinamento sia delle acque superficiali che di quelle sotterranee come certificato da ARPAT e altri enti.
Tutto questo in una Regione in cui le istituzioni organizzano instancabilmente convegni sull’agricoltura sostenibile e sui pericoli dell’inquinamento e in cui i politici non mancano di fare altisonanti dichiarazioni a favore di stampa.

Enrico Rossi glifosato

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