Meritocrazia

 

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Veramente sorprendenti sono i sistemi con cui il Partito Democratico sceglie la propria classe dirigente a livello regionale.

Sono metodi, privi di ogni criterio di merito e capacità, con i quali il  PD (un  partito ancora egemone in Toscana) sceglie da solo i vertici amministrativi a tutti i livelli, riuscendo a monopolizzare le maggiori istituzioni e finora anche il consenso.

Per comprendere meglio tale strano meccanismo di meritocrazia e per apprezzare meglio la sua rilevanza politica, basta seguire in breve la carriera di Stefania Saccardi.

  • Come assessore all’urbanistica di Campi Bisenzio venne inquisita, creò il caos e mise in ginocchio l’intera amministrazione comunale.
  • Come assessore provinciale appoggiò l’inceneritore di case Passerini che come assessore comunale aveva osteggiato. (il Tirreno.it  12/07/2005).
  • Come assessore al Lavoro finanziò con soldi pubblici un progetto per produrre video-curriculum per giovani in cerca di impiego.
  • Come assessore provinciale uscente e candidata alle elezioni comunali di Firenze prese la bellezza di 139 preferenze (la Repubblica 9/06/2009).
  • Da assessore alle politiche sociali spese soldi pubblici per aprire (per poche settimane) un bar che offriva tisane gratis agli ubriachi del centro di Firenze. (Il Tirreno 26/02/2010)
  • Come assessore al personale assunse a chiamata diretta ben 66 dipendenti voluti da Renzi.
  • Come assessore comunale alle politiche sociali fece un appello ai cittadini: “Date posti letto ai senza tetto” ( Il Tirreno.it 11/02/2011).
  • Come candidata al Parlamento non riuscì a trovare le firme per partecipare alle primarie (Il Tirreno 22/12/2012)
  • Come vicesindaco, forte della propria competenza da avvocato,  dichiarò che l’amministrazione comunale aveva a disposizione tutta una serie di azioni giudiziarie per opporsi all’appropriazione dell’area del giardino Nidiaci e per rivendicarne la proprietà, salvo non intraprenderne nessuna e anzi rimuovendo ogni vincolo alla speculazione privata.
  • Come assessore regionale alla Sanità rivendicò: “i primari a Careggi li scegliamo noi”, cioè i politici.  (la Repubblica 22/08/2015).
  • Come assessore assessore regionale al welfare e allo sport promosse la raccolta delle scarpe da ginnastica usate per il riciclaggio mediante “esobox” da mettere nelle scuole di cui non si è mai vista traccia.
  • Come assessore regionale alla sanità ha continuamente raccolto critiche da sindacati, sindaci e medici, tra annunci subito smentiti, promesse non mantenute, bandi non rispettati e continui tagli camuffati da inutili riforme. Per esempio da oltre tre anni sta annunciando di voler riformare il sistema di prenotazione (da affidare alla farmacie) senza in realtà fare nulla.
  • Come vicepresidente della Regione occupa una bella casa a Bellosguardo, ad affitto calmierato, di proprietà dell’Istituto di sostentamento per il clero della Diocesi di Firenze le cui case dovrebbero essere assegnate a persone in difficoltà.  (Firenzetoday 5/10/2017)

Cosa sorprende di quest’ultima vicenda?

  • Stupisce che la notizia della situazione abitativa del vicepresidente sia sparita in  fretta dagli organi di informazione? No di certo.
  • Sorprende che l’Istituto di sostentamento per il clero sia tra gli enti che partecipano al fondo regionale per l’housing sociale, gestito dall’assessorato Saccardi e finanziato con 5 milioni annui, per il sostegno abitativo dei meno abbienti? Stupisce che alcuni politici ricevano, nel rispetto delle norme,  piccoli benefit da parte delle realtà economiche che girano attorno alla loro attività politica o amministrativa? Certamente no, visti anche altri casi molto più conosciuti a livello nazionale.
  • Sorprende che Saccardi sia stata il legale dell’Istituto di sostentamento per il clero e  che il delegato diocesano responsabile della valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’Istituto sia Simone Saccardi, ovvero il fratello dell’assessore? Sorprende che vi sia da parte di alcuni politici (di solito provenienti dalla DC e dalla Margherita) un’affiliazione familiare e lavorativa,  oltre che politico-ideologica, ad ambienti vicini alla chiesa cattolica?  No, il familismo, in senso lato, in Italia è storia vecchia.

E dunque cosa stupisce dell’intera vicenda della carriera dell’assessora Saccardi?

  • Stupisce che in poco più di un decennio, partendo da un trascurabile curriculum da avvocato, abbia potuto occupare così tanti incarichi con competenze che spaziano dall’edilizia, al lavoro, all’urbanistica, all’ambiente, al walfare, alla sanità, all’housing sociale? Non stupisce: ormai gli avvocati di provincia sono ovunque.
  • Stupisce che l’appoggio dato a suo tempo all’astro nascente Matteo Renzi abbia avuto conseguenze positive, come per tutti quasi tutti i politici toscani?
    Non stupisce di certo, sappiamo ormai come funziona il Giglio magico.

Quello che veramente sorprende è vedere all’opera, con la cruda chiarezza di uno spaccato assonometrico, i meccanismi con cui si è fatta carriera negli ultimi trenta anni, e in cui si fa carriera oggi, nel partito dei competenti.

Non è questione di aver ben operato e di aver fatto funzionare i procedimenti affidati (a quello ci pensa, dove possibile, la macchina amministrativa degli enti locali); non importano risultati negativi o gaffes; non è una questione di competenze;  non importano inchieste giudiziarie; non importa l’opinione pubblica; non importano le preferenze elettorali (tipici di altri sistemi politici bollati come clientelari) e neppure il consenso nell’organizzazione ufficiale di partito. Non è una questione di meriti.
Nella politica toscana si fa carriera soltanto all’interno di consorterie politiche, grazie ai rapporti di tacita affiliazione tra persone e tra gruppi di persone e di potere.

Ora con largo anticipo Saccardi, un politico evidentemente senza qualità e senza carisma, è l’autocandidata in pectore alla successione di Enrico Rossi come “governatrice” della Toscana.