Macrolotto Due: tutti contenti (1)

Il Consiglio Comunale di Prato, a larga maggioranza, ha approvato lo schema dell’accordo tra Amministrazione Comunale e il Consorzio del Macrolotto 2.
Un atto necessario che sembra mettere fine a incertezze e rimpalli di responsabilità circa le opere di urbanizzazione realizzate già da diversi anni, dal Consorzio.
Il Comune acquisirà le strade e altre opere, dopo i lavori di adeguamento, e il 
verde  pubblico, dopo ulteriori cinque anni. Il Consorzio potrà continuare a edificare i tanti lotti ancora vuoti.

Nonostante l’ottimismo qualche riflessione è necessaria.
Viale Aldo Moro (Asse delle Industrie) è classificata “strada urbana di quartiere“, una definizione ingannevole che non rende in alcun modo la sua funzione, sempre più pesante, di tangenziale sud della città. Tra poco più di un anno, secondo la nuova convenzione passerà definitivamente al Comune.  La strada non si presenta certo in buone condizioni, con buche, toppe, avvallamenti e  irregolarità,  e  infatti la convenzione prevede interventi di ripristino. Il risanamento però è previsto con il consueto sistema dei rattoppi localizzati che non sembra idoneo a sistemare una strada costruita male e con problemi strutturali, visto che a suo tempo fu chiamata in causa anche la ditta esecutrice.
In molti tratti è  priva  di marciapiedi e anche di banchina laterale, quella striscia di asfalto separata da striscia continua dalla carreggiata che affiancandosi alla strada dà un minimo di sicurezza in molte circostanze: per esempio in caso di arresto improvviso del veicolo. Qualche anno fa due ragazze morirono contro un tir fermo sul bordo della strada.
Tali caratteristiche sono previste dalle norme tecniche del Codice della strada (vecchie di 17 anni) anche per le “strade urbane di quartiere“, a maggior ragione per una strada di scorrimento com’ è, nei fatti, l’Asse delle Industrie.

Si tratta dunque di una strada inidonea alla sua funzione e pericolosa a causa delle sue carenze progettuali e costruttive.
Forse era il caso di affrontare oggi, in fase di convenzione, tali questioni di messa a norma che comunque si ripresenteranno quando il Comune sarà l’unico responsabile. Forse era il caso di mettere tutte le risorse rese disponibili dalla convenzione su tale asse viario, invece che disperderle per espropri e aree a verde che non sembrano prioritarie.

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