Soffici vignettista

soffici a Parigi

Soffici pittore è una gloria culturale di Poggio a Caiano e del Novecento toscano.
Meno noto il Soffici disegnatore e incisore; quasi sconosciuto il Soffici vignettista umoristico, attivo nella Parigi dei primi anni del secolo e poi durante la prima guerra.

L’artista da giovane visse per qualche anno a Parigi, tra il 1901 e il 1907, per fuggire al provincialismo toscano, in cui negli anni ’20 si sarebbe definitivamente rituffato con convinzione ideologica, rifuggiandosi a Poggio a Caiano, allora piccolo borgo immerso nella campagna toscana.
Parigi invece 
allora era il maggior centro culturale del mondo e Soffici viveva, dipingeva e scriveva a contatto con artisti e letterati che avrebbero fatto la storia.
Per mantenersi, sia pure in costante povertà, collaborò con alcuni periodici, sia con articoli di critica d’arte (sotto lo pseudonimo di Stefan Cloud), sia con disegni umoristici, vere e proprie vignette a cui mancano solo le nuvolette che caratterizzano oggi il genere.
Gli argomenti non erano politici ma di costume e spesso oggi è difficile afferrare il senso dell’umorismo un po’ malizioso dell’epoca.

Sorprende invece il tratto grafico, già perfettamente adeguato al genere e alle tecniche di stampa, nonostante fossero per il giovane artista le prime esperienze in questo campo.
I bozzetti colorati preparati a matita da Soffici per riviste come “Le Caricature” o “Le Rire” , completi di didascalia amano, venivano poi stampati in monocromia, senza perdere la loro efficacia. Nel 1907 illustrò un intero numero di “Assiette au beurre”, con uno stile meno grafico, quasi pittorico e sicuramente meno leggero.


Tornato in Italia nel 1097 non risulta che Soffici abbia continuato tale attività. Tuttavia nel 1918, negli ultimi mesi di guerra fu chiamato a dirigere “La Ghirba” un giornaletto propagandistico di trincea, destinato a sollevare il morale dei soldati con vignette che ridicolizzavano il nemico. Soffici disegna personalmente alcune delle vignette; questa volta però lo stile è completamente diverso. Il tratto si fa espressionista e graffiante, la tecnica grafica sperimentale, con le sagome dei grotteschi personaggi ricavate da ritagli di giornale in un sorprendente collage che richiama lo stesso utilizzo dei ritagli di stampa in alcuni quadri del periodo futurista-cubista dell’artista. Con queste geniali vignette però questo tipo di attività artistica purtroppo scomparve completamente dall’opera di Soffici.

 

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