Consiag: come far perdere quote di sovranità ai cittadini

L’offerta di acquisto di Consiag delle azioni Alia dei comuni della Piana

Consiag ha proposto ai comuni di Sesto, Campi Bisenzio, Signa, Calenzano, Scandicci, di acquisire le loro quote azionarie in Alia al conveniente prezzo di 1,71 euro.
Per alcuni di questi comuni potrebbe essere l’occasione di raggranellare qualche milioncino, utile per la difficile gestione economica che caratterizza le amministrazioni locali in questi anni.

La scelta di rispondere positivamente a questa offerta, come ha fatto il comune di Sesto Fiorentino, non è però  innocua.
Per comprendere meglio la questione occorre considerare la vera attuale natura di Consiag, che non è più una società partecipata che fornisce servizi di pubblico interesse. Non fornisce più direttamente i servizi acqua e gas come all’inizio della sua lunga storia.

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Si tratta oggi di una scatola vuota che si limita a partecipare altre importanti aziende del settore energetico, idrico e dei servizi pubblici locali, senza più gestire  niente in proprio.
L’azienda oggi è una corporation, senza base produttiva, dedita solo al controllo di partecipazioni azionarie, alla raccolta di utili (13 milioni nel 2016) da passare poi ai Comuni o meglio da destinare ad attività finanziarie più o meno speculative, come dimostra le vicende delle azioni della Banca Popolare di Vicenza, acquistate per un valore di circa oltre 9 milioni di euro che oggi è sceso a zero.
Come tale è assolutamente inutile, anzi è la più dannosa tra le tantissime società partecipate o controllate dai comuni della Piana. Interponendosi tra i comuni soci e le aziende di gestione dei servizi, come tramite di potere, Consiag limita le capacità decisionali e di controllo delle amministrazioni sui servizi diretti ai cittadini, lasciandole quanto più possibile ai margini di tutto quello che riguarda i rapporti e le scelte relative ai servizi in affidamento.
In tale veste di tutore sostitutivo delle rappresentanze elettive, Consiag ha sempre avvallato tutti i processi di privatizzazione dei beni comuni, come l’acqua.

Assurda sarebbe la scelta di vendere ulteriori partecipazioni di qualsiasi genere a Consiag, una società che si interpone tra le aziende di gestione e gli interessi collettivi rappresentati dai comuni.
Occorrerebbe invece liquidare questa inutile società assumendo in proprio la partecipazione azionaria in Publiacqua, in Alia, in Estra, in Consiag Servizi ecc. In tal modo si metterebbe finalmente la parola a questo centro di potere improprio, che sta sfuggendo al controllo delle amministrazioni locali e che tanto ha condizionato la vita politica a Prato.

Sesto, Campi e gli altri comuni dunque farebbero bene a non vendere a Consiag le azioni di Alia, per poter così ancora avere diritto di parola sul futuro del difficile tema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti.

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