Un edificio misterioso

Sul crinale del Montalbano a 540 metri sul livello del mare, si trova uno strano edificio in abbandono in una radura nel bosco. Possiede alcuni tratti da edificio rurale e altri  da fortilizio medievale. Si tratta della cosiddetta Torre di Sant’Alluccio, posta ai confini tra il comune di Carmignano, quello di Quarrata e quello di Vinci: poco lontano infatti si trovano antichi cippi confinari in pietra.

 

Non è facile reperire informazioni storiche: quelle certe riguardano l’ultimo periodo in cui fu utilizzata  come edificio colonico, a cavallo tra Ottocento e Novecento fino agli anni ’50. Il complesso era  proprietà del Conte Spalletti di Lucciano ed era utilizzato come casa del contadino con le stalle e le rimesse (situata sul lato ovest a monte verso Quarrata ) e come casa del guardiacaccia (sul lato Est a valle). In certi periodi fu anche residenza di vacanza dei Conti Spalletti, che vi trascorrevano alcuni periodi nella stagione estiva.
L’uso agricolo dell’edificio ci fa capire che in quel periodo l’area non era completamente boscata e anche sul crinale del Montalbano vi erano campi coltivati a grano, orzo e patate. La mancanza di alberi faceva della torre di sant’Alluccio, che si trovava all’interno di un’area di campi coltivati, un punto panoramico molto apprezzato da cui si poteva spingere la vista su tutti i lati, verso Pistoia, Prato, Firenze, Empoli e sembra addirittura fino al mare
. [1]

Per tale motivo, fino agli anni ’50, fu meta di scampagnate in occasioni di festività da parte degli abitanti dei paesi vicini.

 

Più difficile invece trovare elementi relativi all’origine medievale.
Un racconto agiografico del XII secolo narra la costruzione di tre romitori sul crinale del Montalbano attribuita a monaci di origine franca vissuti nel VII secolo (Baronto,  Giusto e Alluccio) i quali, con alcuni compagni, avrebbero costruito tre ospizi per i pellegrini e i viandanti in corrispondenza di tre valichi, (la chiesa di San Giusto, la torre di Sant’Alluccio e la chiesa di San Baronto).
Un’altra tradizione, forse più fondata, attribuisce la realizzazione del complesso ad Alluccio, un religioso di Uzzano dell’XI secolo, proclamato santo nel 1182 che si dedicò alla costruzione di strutture di accoglienza con lo scopo di prestare soccorso ai pellegrini nell’area tra la Valdinievole e il Montalbano.
[2]

Sembra evidente dunque che la prima origine della Torre di Sant’Alluccio sia legata al ruolo di viabilità sovralocale del crinale del Montalbano e alla relativa presenza di strutture di accoglienza per i viandanti e probabilmente per i pellegrini che deviavano dalla via francigena per recarsi a Pistoia a causa della presenza delle reliquie di San Jacopo. Probabile che il sito fosse scelto per la contemporanea presenza di percorsi di valico (tra Bacchereto e Vinci) e di una fonte copiosa poco in basso, in corrispondenza della lineea delle sorgive.
Comunque nel 1255 è documentato un “hospitale Sancto adluccium” e all’inizio del Trecento una “ecclesia che vocatur Santalluccio cum torri sita in podio Montis Albanis“.
 [3]
In seguito, probabilmente, la struttura divenne  possessione del vicino monastero di San Baronto.[4]

Ora restano i ruderi, ma sono sufficienti a far intravedere la complessità dell’insediamento.
La torre, fino agli anni ’40 dotata di una merlatura oggi perduta, dovrebbe costituire la parte più antica con funzione di difesa e rifugio dei pellegrini in un’area evidentemente pericolosa. Oggi versa in pessime condizioni.
La chiesetta risulta documentata fino al XIX secolo come oratorio dipendente dalla pieve di Bacchereto. Quando fu sconsacrata fu riutilizzata nell’edificio agricolo e oggi risulta quasi impossibile distinguerla avista dal resto dei ruderi.
L'”hospitale” con gli ambienti che accoglievano i viandanti ovviamente sarà stato inglobato e trasformato negli edifici colonici e solo una doverosa campagna archeologica potrebbe riportare qualche traccia alla luce e documentare la millenaria storia dell’edificio.

Al contrario oggi l’edificio minaccia di rovinare completamente cancellando ogni testimonianza. La zona si presenta come un vasto pianoro in mezzo al bosco,  punteggiato da alberi e da grosse antenne di telecomunicazione.
Il luogo è abbastanza lugubre e di notte è circondato dai cinghiali che hanno praticamente arato il pianoro intorno.

 

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NOTE:

[1] Renato Fucini, Le veglie di Neri: paesi e figure della campagna toscana.

[2] R. Stopani, F. Vanni, Il Montalbano: un Distretto stradale del Medioevo, in “De strata francigena“, 1996

[3] C. Violante (a cura di) Allucio da Pescia (1070 ca. -1134). Religione e società a Lucca e in Valdinievole, 1991

[4] E. Repetti, Dizionario Geografico, Fisico e Storico della Toscana.

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