Un liceo a Campi

Fatta salva ogni considerazione relativa all’ovvia opportunità che le scuole superiori siamo dislocate in modo efficiente su tutto il territorio provinciale in considerazione della densità abitativa, occorre evidenziare alcuni fatti in merito alla questione del possibile trasferimento fuori comune del liceo scientifico di Campi Bisenzio.
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Fatti che dimostrano come la succursale campigiana del liceo Agnoletti abbia rappresentato una comodità per alcune famiglie, ma anche un peso gravoso per tutto il resto del sistema scolastico, in particolare per quel che riguarda le infrastrutture edilizie:

  • ha occupato una larga porzione della scuola media Garibaldi, impoverendola di spazi essenziali e portandola in una situazione permanente di precarietà per quel che riguarda il reperimento di nuove aule (negli ultimi 8 anni la scuola è passata da 18 a 24 classi);

  • l’impoverimento di spazi ha costretto la scuola media a rinunciare a molti laboratori e spazi didattici speciali, impoverendo la didattica e creando molti disagi;

  • il liceo e la scuola secondaria di primo grado sono separate solo da alcune vetrate, senza compartimento antincendio, e questo crea relative gravi problemi riguardo alla gestione, alla sicurezza e alle responsabilità;

  • la scuola media deve svolgere le sue normali attività utilizzando una sola scala, visto che le altre due sono a servizio del liceo; pensando che  la “Garibaldi” accoglie oltre 600 alunni si può capire il disagio;

  • la presenza del liceo ha impedito una gestione meno gravosa della vicenda relativa alla parziale chiusura della “Matteucci”, non avendo potuto la “Garibaldi” aumentare, almeno temporaneamente, la propria capienza per sopperire alla chiusura del primo piano della scuola media del centro storico;

  • la presenza del liceo ha, per anni, creato grandi problemi per l’utilizzo dell’unica palestra sia ai ragazzi della media, sia a quelli del liceo, sia a quelli della scuola elementare (quest’ultimi non hanno potuto quasi mai utilizzarla).

Infine vorrei mettere in rilievo che le strutture edilizie delle scuole superiori sono di competenza della provincia (e della sua degna erede metropolitana). Una scuola si apre se ci sono le strutture edilizie idonee e sufficienti. La soluzione campigiana, con il Comune che, pur di avere la bandierina di una scuola superiore, ha dato in comodato alla provincia una porzione di un edificio scolastico già utilizzato, non mi sembra efficace, anche perchè mi permetto di dire che alcuni atti dell’epoca lasciano qualche dubbio.

Dunque il liceo a suo tempo è stato fatto improvvisando, senza programmazione, come del resto è mancata per almeno un ventennio la programmazione per tutta l’edilizia scolastica, comprese le scuole per l’infanzia.
Allo stato attuale molto meglio che venga trasferito in una sede idonea anche se fuori comune: del resto si tratta di una sede succursale del liceo Agnoletti di Sesto. Invece di protestare per spirito campanilistico, sarebbe più utile pretendere una rete di trasporto pubblico efficiente per tutti; studenti, insegnati, abitanti, che consenta di scegliere tra le varie scuole del territorio.

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