Cemento

Il susseguirsi di crolli di cavalcavia stradali deve allarmare tutti, comprese le autorità preposte, per almeno due motivi.

  • Il primo motivo sta proprio nel materiale che ci siamo scelti a simbolo del nostro progresso. Il cemento armato è eccezionale per caratteristiche e prestazioni (lo era anche l’amianto), ma invecchia male e questo è risaputo da ormai mezzo secolo. Quello che costruiamo e che abbiamo costruito nel XX secolo, non potrà mai competere per durata con le costruzioni antiche (fino al XIX secolo). Alcuni calcolano empiricamente che una struttura in cemento armato possa esistere per circa 100 anni, se realizzata a regola d’arte e sottoposta a continua manutenzione; la normativa (DM 14/01/2008) gli assegna una durata d’esercizio di  50 anni. Quindi non facciamoci illusioni sulla durata delle costruzioni moderne, compromessa anche dagli inquinanti dell’aria e dell’acqua.  Prepariamoci a vigilare soprattutto sulle strutture precompresse dei ponti che, esposte a carichi pesanti e a tutti gli agenti degradanti, si deteriorano rapidamente, soprattutto se gli enti competenti per il controllo e la munutenzione sono tanti e  non si riesce a capire chi deve intervenire (Anas, Comune, Provincia, Società Autostrade ecc.)f_b336bc4495

  • Il secondo motivo di allarme deriva dall’osservare come la serietà delle ditte edili risulta sempre più in calo e sembra ora ai minimi storici, soprattutto per quel che riguarda gli appalti pubblici. Conseguentemente la preparazione della manodopera che si occupa della realizzazione del cemento armato è spesso insufficiente. Sembra una frase fatta, ma non ci sono più i carpentieri di una volta, come si può vedere da un “particolare costruttivo” proveniente proprio da Prato.

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