Cave in via Cava

Tra la fine del XIX secolo e la metà del Novecento furono utilizzate numerose cave nella zona tra Grignano e San Giusto, intorno a via del Purgatorio e a via Cava.
Si potrebbe ipotizzare che anche in un periodo precedente la zona fosse utilizzata per l’estrazione di materiali, tanto da giustificare il nome “via Cava” che comunque è di antica origine.

cave

Sicuramente non furono tutte aperte contemporaneamente, ma quelle inserite nella mappa sono in qualche modo documentate. Altre si possono ipotizzare dall’esame dei luoghi.
La maggior parte di esse erano a servizio della fornace Panerai in via di Cortevecchia che produceva mattoni da costruzione e che fu un’importante realtà produttiva fino agli anni ’50. Secondo alcune testimonianze l’argilla veniva trasportata con piccoli vagoni su rotaie e si giunse a fare un sottopasso in via del Purgatorio per farli transitare.
Probabilmente alcune cave furono utilizzate anche come cave di inerti (ghiaia, pietrisco).
Oggi le vecchie cave sono state ricolmate (salvo una) e su alcune di esse sono state costruite edifici.
Quelle ancora libere da costruzioni si riconoscono da piccole irregolarità della superficie del terreno, mai presenti sui campi coltivati del resto della piana.

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L’unica cava ancora non colmata, posta in via dei Casini. Visibili ancora le rampe di accesso al fondo dello scavo.

Sarebbe interessante sapere, da qualche testimone, con che cosa furono colmate tutte queste cave, tenuto conto che ci sarà voluto un milione di metri cubi di materiale e tenuto conto che il Comune di Prato, a un questionario del Ministero della salute del 1968, rispose che, fino ad allora, i rifiuti urbani erano stati versati in “depressioni del terreno (ex cave di argilla)”.

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