Rifiuti di oggi e rifiuti di ieri

Nel prossimo futuro i rifiuti di Prato e di tutta la Piana saranno bruciati nel grande inceneritore di Firenze all’Osmannoro. Un impianto moderno, capace di bruciare oltre 200.000 tonnellate di rifiuti di ogni tipo, rendendo inutile ogni progeresso nel campo della raccota differenziata.
Oggi i rifiuti vanno in gran parte al vecchio inceneritore di Montale, che tutti i pratesi fingono che sia lontano, e che ottima prova di sè ha dato nelle rilevazioni della centralina sulla qualità dell’aria. Negli ultimi decenni altri rifiuti sono andati in discarica a Certaldo, a Case Passerini e Peccioli.
Tra gli anni ’70  e gli anni ’80 i rifiuti pratesi andavano in una improvvisata, ma non piccola, discarica del Coderino, posta poco distante da Iolo e che da allora non è stata ancora completamente bonificata, nonostante i tre decenni passati e i costi sostenuti. La discarica sorse depositando i rifiuti sul nudo terreno e ancora produce percolato.

 

Prima ancora dove andavano i rifiuti?

Nel 1968 il Ministero della Sanità inviò un questionario ai comuni chiedendo di indicare i modi di smaltimento.
Come rispose il Comune di Prato? Che fino ad allora i rifiuti erano stati sepolti in “depressioni del terreno (ex cave di argilla)”.
Sesto Fiorentino rispose che veniva utilizzata la “lenta combustione naturale”.

Evidentemente, fatte le opportune differenze dovute ai decenni trascorsi, nel campo dei rifiuti si continua a pensare solo a soluzioni facili e improvvisate. Come liberarsi dei rifiuti? Bruciandoli e seppellendoli dove capita.
Da questo punto di vista il nuovo inceneritore di Firenze, che dovrà servire l’intero ATO e oltre, non è tanto distante concettualmente dalle cave di argilla esaurite e pronte ad accogliere i rifiuti o dalla “lenta combustione naturale” di Sesto. Nonostante tutti i progressi, continuiamo come gli uomini primitivi a bruciare e seppellire i rifiuti, credendo inutilmente di essercene liberati per sempre

Tornando alle inquitenti “depressioni del terreno”, infine qualche domanda:

  • Dove sono le cave di argilla (presumibilmente nella piana a Sud di Prato) riempite dei rifiuti dell”intera città durante gli anni ’50 e ’60? Naturalmente altrettanto interessante sarebbe sapere il luogo dove avveniva la “lenta combustione naturale” a Sesto.

  • A contatto diretto con la falda, tali cave piene di rifiuti, così come la discarica del Coderino e gli inceneritori vari, hanno avuto un ruolo nell’inquinamento che rende praticamente inutilizzabile e inutilizzata la tanta acqua sotterranea della piana pratese?

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