Una strada normale in una città normale

Il problema della Declassata sembra ormai approdato alla soluzione attraverso il progetto dell’interramento di un lungo tratto in corrispondenza del Soccorso.
Uno dei meriti di tale progetto è quello di allontanare l’idea di un assurdo viadotto, alto il doppio dell’attuale terrapieno.
Di tale risultato che si spero si concretizzi nella realizzazione, che non sarà priva di problemi, costruttivi e manutentivi, occorre dare merito al Comitato del Soccorso che si è opposto al viadotto e all’Amministrazione che ha trovato le strade amministrative e politiche giuste.

 

soccorsoPer spiegare il positivo giudizio della soluzione interrata occorre però chiarire perché non è stato possibile progettare una soluzione molto più economica, ragionevole e compatibile con la città: la demolizione del terrapieno e la realizzazione di viale alberato a quattro corsie (con controviali affiancati) come se ne trovano in ogni grande città europea.
La risposta è sotto gli occhi di tutti: il traffico attuale della Declassata non rende possibile gestire in modo ragionevole gli attraversamenti pedonali e soprattutto gli incroci a raso con via Roma e via del Purgatorio.

Si tratta certamente di traffico urbano, ma anche di traffico di attraversamento che interessa un’area molto più vasta e che utilizza la declassata come alternativa all’autostrada e impedisce, oggi, la realizzazione di un normale viale urbano.
soccorso - Copia

Era una soluzione possibile nel passato?
E perché è oggi diventata una soluzione impossibile?
Perché negli scorsi decenni si è consentito, con scelte urbanistiche deliranti, che la Declassata diventasse non un normale viale urbano di scorrimento, ma un’assurda “strada extra urbana”, come risulta dalla classificazione già da oltre un ventennio, nonostante attraversi centralmente tutta la città.
Perché si è incredibilmente consentito che i maggiori centri commerciali della Piana si trovino su tale arteria stradale.
Perché non si è pensato per tempo a una tangenziale Sud efficace di cui l’Asse delle Industrie è solo un pallido fantasma.
Perché si è anche consentito che nei prossimi anni si realizzi, mediante la Declassata, una micidiale continuità tra Firenze, Prato, e Pistoia che farà accelerare il progressivo aumento di traffico fino a limiti inconcepibili e insopportabili.
I responsabili del disastro sono dunque gli amministratori che hanno realizzato il ponte Lama, che hanno autorizzato i centri commerciali Coop e Esselunga, che hanno firmato la convenzione per la Perfetti Ricasoli-Mezzana, che hanno concepito, o solamente consentito per ignavia, questo assurdo ritorno dell’autostrada in città.

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