La casa più dipinta di Poggio a Caiano

 

Una costruzione di Poggio a Caiano compare in tantissimi quadri del famoso pittore Ardengo Soffici. Si tratta della cosiddetta “casa del Berna“, una modesta casa colonica rimasta a lungo ai margini del centro abitato e oggi invece circondata dall’espansione urbanistica. Fu dipinta per la prima volta in un’opera del 1923, quando Soffici, abbandonate le esperienze futuristiche, affrontava il “ritorno all’ordine”. La casa del Berna venne poi riproposta in una tela del 1927 e ancora ripetuta nel 1938, poi negli anni ’40 e infine nel 1960, 1962 e 1963. Il titolo dei quadri varia da “Casa del Berna” a “Inverno toscano” a “Casa Alderighi” e altro ancora. L’inquadratura invece rimane quasi sempre fissa, con il fienile davanti alla massiccia costruzione colonica, rappresentata nelle varie stagioni e a varie ore del giorno.

Questa circostanza è dovuta al fatto che la casa colonica si trovi esattamente di fronte alla casa di Soffici e che quindi il pittore, comodamente seduto nel piccolo terrazzino sul tetto oppure di fronte a una finestra (si direbbe sempre la stessa) abbia potuto esercitarsi in questo straordinario esperimento fatto di nostalgia preventiva. Soffici, ma anche Rosai e in qualche modo Carrà, dipingevano il paesaggio rurale toscano come portatore di valori sociali e culturali immutabili e tuttavia in questa volontà pervicace di rappresentarlo, fissandolo in in immagini fuori dal tempo, si intuisce il timore per i mutamenti che erano alle porte.
Comunque la fissità dell’inquadratura ci permette si osservare come il paesaggio non sia sostanzialmente mutato per i quarant’anni durante i quali Soffici continuò a dipingere la stessa veduta, al contrario dei successivi quarant’anni che hanno stravolto completamente il piccolo paese in cui il pittore si era rifugiato.

Oggi la casa del Berna esiste ancora, così come il fienile e perfino uno dei cipressi che segnavano l’ingresso alla proprietà era ancora presente pochi anni fa. Il contesto urbano è completamente cambiato, ma la vecchia casa con quasi tutta la sua diretta pertinenza si è conservata grazie al fatto di essere stata proprietà per anni  di un ente monastico di Prato che ha sottratto l’area all’urbanizzazione intensiva. Oggi, acquistata dalla Misericordia di Poggio a Caiano, è utilizza come luogo di aggregazione del volontariato e nel futuro potrà comunque mantenere una destinazione ad uso della collettività.

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