Fatti o idee?

Pensavo che l’ideologia del PD all’epoca di Renzi si fondasse sul FARE.
Per la nuova generazione che governa il partito, nonostante la battuta d’arresto del referendum, l’Italia “è bella, è forte, riparte, decide, cambia” sotto l’azione dei profeti del FARE.
Loro si differenziano dagli “altri” perché rappresentano il FARE contro i controlli, l’immobilismo e l’intellettualismo dei continui dibattiti che rallentano lo sviluppo del paese.
Insomma: Il FARE come valore sempre positivo (ereditato da Berlusconi); politica come azione pura, in grado di creare miti che costituiscono la sua stessa giustificazione e le condizioni del proprio successo.

Basta con le parole, L’Italia ha bisogno di cambiare verso“, diceva un fortunato slogan delle primarie.
Ma allora perché ogni iniziativa, non solo elettorale, del PD  e in particolare della preponderante corrente renziana,  si concretizza a tutti i livelli sempre in forum, gruppi di lavoro e assemblee programmatiche, organizzate in “tavoli tematici”, in cerca di parole, idee e progetti?

Forse non sanno cosa FARE?

redim

Assemblea programmatica PD a Galciana- Foto tratta da Prato Notizie

P.S.
Due riflessioni pratesi:

  • Anche a Prato il PD continua in questo estenuante rito del brain storming praticato nei “tavoli tematici” che in genere spuntano a ogni campagna elettorale di qualsiasi genere. Infatti nei giorni scorsi un’assemblea programmatica ha impegnato gli iscritti negli affollati locali del circolo di Galciana: si preparano dunque elezioni?

  • La Giunta ha caratterizzato i suoi primi tre anni di mandato con tanti progetti e poche realizzazioni. Sembrerebbe che abbia bisogno di realizzare (di FARE) almeno una parte di quanto pensato, progettato, programmato. Invece il PD si impegna a cercare nuove idee per impegnativi progetti, magari di opere pubbliche e trasformazioni urbane che fanno tanto”città europea” nei colorati rendering.

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