In difesa delle provincie

Anacronisticamente mi autodenuncio come difensore delle provincie per le quali sembra ormai decisa la fine vita con l’accordo di tutte le forze politiche che si rimproverano a vicenda i ritardi di questa eutanasia, rallentata dalla vittoria del NO al referendum, ma che risulterebbe richiesta a gran voce da tutto il popolo.

provinciePer spiegare la mia opinione ricorrerò a un esempio dalla cronaca.
I ritardi nell’intervento all’hotel Rigopiano sono imputabili alla mancanza della “turbina”, un mezzo idoneo ad aprire una strada nella neve alta.
Una turbina dell’Anas era in servizio in Abruzzo sulle strade statali. I piccoli comuni come Farandola non hanno le risorse per acquistarne una e sono dotati solo dei normali spazzaneve. La provincia aveva una turbina ma non funzionante e non aveva provveduto alla riparazione in quanto la riforma Del Rio ha lasciato senza risorse le provincie, pur mantenendo su di esse la competenza sulla viabilità.

Dunque in questo specifico ambito è risultata chiara la necessità di un ente locale sovracomunale efficiente e con risorse proprie, che sia presente sul territorio e che abbia la piena responsabilità della manutenzione e dell’emergenza e questo ente non può che essere la Provincia, certo da riformare chiarendo meglio le competenze.
In caso contrario non esisterà nessun livello intermedio tra un piccolo comune di 2000 abitanti e una Regione troppo vasta, con un centro decisionale troppo lontano. Se questo è vero per la viabilità, forse è vero anche per la protezione civile, per la scuola, per la pianificazione territoriale, per la vigilanza ambientale ecc.

Senza le provincie i comuni capoluogo se la caveranno egregiamente, ma i piccoli comuni saranno abbandonati a sé stessi.
Come si può pensare che in una regione come la Lombardia, di 10 milioni di abitanti (più dell’intera Austria), non abbia un livello intermedio tra i 1524 comuni e l’Amministrazione Regionale?
Come si può pensare che in una regione come la Sicilia, grande come la Svizzera e le cui due principali città sono distanti tra di loro 220 chilometri, non esistano enti territoriali sovracomunali con competenze sul territorio e sulle infrastrutture?
Come si può pensare che in una regione come la Toscana, con 12.000 Km di strade (escluse quelle comunali e le autostrade), non occorra un ente intermedio che possa prendersi la responsabilità in loco della manutenzione della viabilità intercomunale (detta infatti provinciale)?

Il fatto che le provincie non abbiano funzionato non è un ragionamento valido: i problemi amministrativi non si risolvono ignorando il problema ma facendo funzionare quello che è inefficiente. Se bisogna eliminare quello che non funziona, allora bisogna abolire le Regioni, centri di spesa irresponsabili, vere responsabili dell’incremento del debito pubblico e portatrici di ingiustificate ideologie etniche.

In Germania ci sono tre livelli amministrativi (il livello sovracomunale corrisponde ai circondari)
In Francia si sono almeno tre livelli amministrativi (il livello sovracomunale corrisponde ai dipartimenti).
Forse è il momento di rinunciare a improvvisate riforme populiste e di facciata, inutili e dannose, che invece di risolvere i problemi li nascondono sotto il tappeto.

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