ASM e i cinesi

Ha fatto scalpore in città una cena dei vertici di ASM con esponenti della comunità cinese.
Qualcuno ha fatto osservare che non si offrono cene a chi evade la TARI sul servizio di raccolta dei rifiuti.
Il Comune da parte sua ha deciso di non far svolgere la seconda edizione della “Festa delle Luci” che ha animato nello scorso anno le strade del Macrolotto Zero. La sorprendente decisione della Giunta è stata motivata esplicitamente con il perdurare nel quartiere di comportamenti scorretti nel campo ambientale e dello smaltimento dei rifiuti.
La comunità cinese è dunque sotto accusa.

Personalmente ho un’istintiva simpatia per la comunità cinese e sono convinto che sia l’etnia più facilmente integrabile in Italia per evidenti analogie nella mentalità e nei valori più profondi. Non posso tuttavia negare i problemi relativi alle modalità di lavoro, all’evasione delle tariffe, al rispetto dell’ambiente urbano e alla raccolta dei rifiuti.
Mi sembra importante sottolineare però le responsabilità di ASM nel consolidarsi di tali situazioni.
Infatti l’azienda partecipata ha dimostrato negli anni di non saper gestire il problema della raccolta dei rifiuti delle aziende produttive e in particolare  di quelle cinesi.
Ecco alcuni dei motivi.

  • Evasione totale

Durante gli ultimi mesi, grazie all’azione del Comune che ha affiancato con del proprio personale i controlli effettuati dall’Asl nell’ambito del programma “Lavoro Sicuro”, si sono scoperte tantissime ditte cinesi totalmente sconosciute a ASM.  Si tratta di ditte iscritte alla Camera di Commercio: bastava un controllo incrociato tra le banche dati per scoprire evasori totali. Ma ASM non ha fatto niente per anni: ha ignorato aziende con indirizzo, insegna, ingresso su strada; nessuno di ASM è mai andato a bussare al loro uscio. Ora l’Amministrazione Comunale ha “costretto” ASM a partecipare ai controlli di “Lavoro Sicuro” e i risultati si cominciano a vedere.

  •  Mancanza di controlli

I dipendenti di ASM sono moltissimi, tenuto conto che la maggior parte delle attività di raccolta sono gestite in appalto a cooperative. Addirittura anche il servizio di call center degli inutili numeri verdi è dato in appalto all’esterno.
Eppure, nonostante questa abbondanza di personale (circa 300), è mancata negli anni un’azione di controllo del territorio che identifichi evasori totali, che sanzioni comportamenti irregolari, che faccia da freno al fenomeno degli abbandoni di ingombranti e di rifiuti di tutti i generi, a ogni angolo, non solo delle strada del Macrolotto Zero.

  • L’incapacità di riscuotere

Nei controlli di “Lavoro Sicuro” sono emersi, oltre a evasori totali, anche mancati pagamenti spesso per diverse migliaia di euro; non sono rari per le aziende controllate, scoperti di 15.000 o 20.000 euro. ASM si è dimostrata negli anni incapace di riscuotere e il raccordo con SORI non deve essere stato dei migliori. I mancati pagamenti delle sfuggenti ditte cinesi devono ormai assommare  a una cifra rilevante. L’inerzia di ASM, almeno fino ad ora, ha rivelato la sfiducia nella propria capacità di recuperare tali insoluti, considerati ormai crediti inesigibili che gravano invisibili sul suo bilancio già pessimo. La mancanza di incisività nell’azione di controllo, di gestione e di sanzione da parte di ASM, forse ha nascosto la precisa volontà di non aumentare questi crediti inesigibili.

  • I cassonetti personalizzati

Molte aziende tessili sono state finora servite dalla raccolta porta a porta con cassonetto personale. Ogni azienda è stata inserita in un percorso di raccolta differenziata: dal cartone ai pancali, dal film plastico al ferro che vengono raccolti in altri giorni concordati, già prima del porta a porta. Un cassonetto identificabile da un codice personale, dovrebbe servire esclusivamente ai rifiuti indifferenziati e viene svuotato nei giorni e nelle fasce orarie indicate.  Succede frequentemente che l’azienda sia completamente sconosciuta a ASM ed esponga un cassonetto non proprio, probabilmente ereditato da qualche ditta estinta: gli operatori non fanno una piega, non controllano mai il codice e ritirano i rifiuti degli evasori totali.
Ancora oggi capita che gli addetti ASM consegnino tranquillamente il kit del porta a porta a ditte non iscritte, quando basterebbe un tablet per verificare la banca dati aziendale.

  • La gestione dei rifiuti speciali

ASM non si è opposta con decisione al conferimento illegale di rifiuti speciali delle confezioni nell’indifferenziata.
Non ha gestito con efficacia la “deassimilazione”, cioè l’identificazione, a seconda della concreta attività produttiva riscontrata nell’azienda, della quantità di rifiuti speciali (ritagli tessili) che ASM non poteva raccogliere e per quali vengono previsti servizi alternativi piuttosto costosi. Per molte ditte, evidentemente sconosciute ad ASM ovvero mai visitate dagli addetti, la deassimilazione non è stata neppure valutata. Per le altre, una volta espletata la pratica, ASM si è disinteressa della cosa rendendo così possibile i comportamenti illegali che ben conosciamo.
ASM, non è riuscita neppure a a far stipulare un sufficiente numero di contratti di smaltimento con la sua controllata Programma Ambiente.
Come si può pensare che riesca a gestire la nuova disciplina dei rifiuti speciali, in vigore dal 1 gennaio, che ha inutilmente cercato di spiegare nella cena al Pecci, tra un tortellino, un’istallazione artistica e una fetta di torta, ai maggiorenti della comunità cinese?

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