Il tacchino di Natale e l’inceneritore

Il celebre filosofo Bertrand Russell scrisse la storia del tacchino scienziato.

Questo giovane e istruito tacchino arrivò in un nuovo allevamento e subito osservò che ogni mattina gli veniva portato il cibo. Da buon apprendista scienziato zelante non trasse precipitose conclusioni dalle prime osservazioni e ne eseguì altre in una vasta gamma di circostanze: di mercoledì e di giovedì, d’estate e d’inverno, con la pioggia e con il sole, ogni mattina verso le nove arrivava il cibo. Diligentemente memorizzava tutte le piccole differenze e dopo molti mesi di osservazioni, meticolosamente trascritte e tabulate, fu convinto di poter trarre delle conclusioni generali:  “Tutti i giorni, tra le ore nove e le dieci, mi danno il cibo”. Invece, purtroppo per il tacchino, la mattina dopo era quella della vigilia di Natale!

tacchino

Cosa ci dice il grande filosofo?

Che la scienza non si deve accontentare di registrare analiticamente i dati, riempendo voluminosi tabulati?
Che occorre affrontare i problemi e le criticità e che bisogna porsi dei dubbi, cercando di dare loro risposte?
Che non ci si deve accontentare di constatare che dal camino di un inceneritore ogni giorno escono “solo” circa 400.000 nanogrammi di diossine?
Che occorre ipotizzare modelli generali da sottoporre a verifiche sperimentali che tengano conto delle caratteristiche degli inquinanti più problematici come i metalli pesanti e le indistruttibili diossine che si accumulano nella catena alimentare ?
Che prima di osare dire che un’inceneritore inquina “meno dei caminetti” e “meno di qualche macchina” occorre cercare e trovare una spiegazione al mistero di una centralina di rilevazione della qualità dell’aria posta quasi in campagna, che risulta però la peggiore della Toscana?

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