Il peso dell’irrilevanza

Ormai decisa la fusione  di Publiambiente Spa, Cis srl, Asm Spa, e Quadrifoglio Spa. La nuova società assumerà la denominazione  di “Alia Spa” e gestirà i rifiuti nelle province di Pistoia, Prato e Firenze da febbraio del 2017.

Il peso di Quadrifoglio (Firenze) nella nuova compagine societaria sarà il 71,55%.
Asm, cioè Prato, avrà appena il 16%. Ancora meno le altre realtà: Publiambiente l’11,8%, che pure serve un bacino molto ampio, e Cis con circa l’1,2%, nonostante quest’ultima porti in dote l’unico inceneritore ad oggi funzionante.
Tali percentuali misurano il peso di ognuna delle componenti nell’approvazione degli atti fondamentali della società e nella divisione degli utili.

L’enorme differenza di peso tra Quadrifoglio e ASM può sorprendere: Firenze conterà quasi 5 volte più di Prato.
Certo il territorio di Quadrifoglio è molto più vasto e abitato della provincia di Prato, ma non così tanto. Infatti il fatturato di ASM nel 2015 è stato di circa 56 milioni contro quello di Quadrifoglio di  140 milioni: un rapporto di 2,5 volte che appare molto più realistico.

Cosa ha portato Publiambiente (Empoli e Pistoia) e  ASM (Prato) verso un così drastico ridimensionamento?
Sicuramente la differenza nei valori patrimoniali delle due società, come del resto risulta nelle notizie di stampa. Non risultano perizie tecniche sul valore dei beni della varie aziende ed evidentemente si sono basati sui dati a bilancio senza alcuna verifica, almeno di uniformità, e da molte parti si avanzano forti dubbi sul metodo seguito.

Ecco comunque che occorre constatare che la situazione di ASM è da diversi anni condizionata da un grosso debito (50 milioni circa) che ha sicuramente avuto un notevole peso nell’attribuzione delle percentuali societarie nella nuova Spa. Forse ha avuto un peso anche la mancata realizzazione dell’impianto di compostaggio a Vaiano, previsto da oltre un decennio e non realizzato. Dall’altra parte Quadrifoglio avrà fatto valere la futura realizzazione dell’inceneritore di case Passerini.

Il risultato è particolarmente mortificante per Prato che paga anni di cattiva gestione e che vede in pochi anni sbriciolarsi il solido sistema delle municipalizzate (poi partecipate) pratesi che era il vanto della città e uno dei dei pilastri della propria economia locale.

  • Oggi Prato ha solo lo 0,06% in Publiacqua, una società nata in via Targetti.

  • Estra (cioè Consiag) ha ormai i propri principali interessi verso Arezzo, Siena e oltre, soprattutto dopo aver perso la guerra del gas.

  • Cap, che pure non è una partecipata, sembra destinata a scomparire o a trasformarsi, dopo la gara persa sul trasporto pubblico.

  • Gida ha un difficile futuro economico di fronte a sé e, salvo che non riesca a realizzare il suo inceneritore, sarà destinata ad essere assorbita da Publiacqua.

  • Ora ASM sancisce la il definitivo tramonto di una stagione, con il suo irrilevante 16% destinato a ridimensionarsi a  insignificante in caso si passi all’ATO unico per tutta la Toscana.

Quindi occorre concludere che a condurre la città verso l’irrilevanza, anche e non solo in un settore economico fondamentale come le multiutility, hanno contribuito la cattiva gestione delle partecipate e l’incapacità degli amministratori locali, di ogni appartenenza politica, di saper salvaguardare l’interesse della città e non quello delle varie consorterie oligarchiche, limitandosi invece a difendere un’inutile provincia.

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