Il mistero della centralina

In questo periodo dell’anno è ormai abituale l’allarme per la qualità dell’aria, sia a causa di condizioni climatiche che dell’accumulo annuale dei giorni di sforamento dal limite per le polveri sottili (max 35 giorni nell’anno)

Lasciamo da parte la perplessità per l’assurda previsione della normativa che prende come riferimento l’anno civile, come se il Capodanno potesse cancellare magicamente tutto l’inquinamento e si potesse ricominciare tutto daccapo.
Mettiamo da parte anche il discutibile  contenuto delle ordinanze sindacali che vedono inutilmente la luce quando l’Arpat segnala il superamento di un qualche indice di criticità.
Soffermiamoci invece sul numero di giorni di sforamento (dall’inizio del 2016) dell’indice del PM10 per le varie (anche se poche) centraline sparse per la Toscana.

Il record ad oggi (8 dicembre 2016) va alla centralina di Montale (PT) che ha raggiunto i 26 giorni oltre il limite e ha pesantemente contribuito a portare l’intera area Prato-Pistoia a cui afferisce, al valore di 28 giorni a poca distanza del superamento del limite annuale di 35.
La centralina si trova in una stradina residenziale al margine di una frazione “Stazione” di Montale, al confine con Agliana, in un’area senza traffico (la strada è a fondo cieco), a contatto con la campagna coltivata e all’interno di un’area  alberata di verde pubblico.

centralina montale

Allora ci si può chiedere da dove arrivi tutto questo inquinamento nella tranquilla stradina senza automobili, con vista sui campi di girasole e abbastanza lontana dall’autostrada e dalle arterie di scorrimento automobilistico.
Cosa rende i risultati costantemente peggiori di quelle delle centraline di via Ferrucci a Prato o di quella in via delle Mosse a Firenze, con il traffico che le caratterizza? Secondo la sua sua classificazione (sub-urbana) dovrebbe dare valori sicuramente inferiori.
Vediamo per esempio un grafico del bollettino dell’aria del 8 Dicembre  relativo alle polveri sottili PM10: la centralina di Montale con 51µg/m
c è la peggiore di tutta la Piana e non cambia sostanzialmente niente se si vuole guardare alle polveri ultrasottili PM2,5 oppure ad altre stagioni dell’anno.

8-dicembre

Nel corso degli ultimi otto anni è stata costantemente la centralina peggiore della Piana per numero di sforamenti delle polveri sottili PM10 e anche, complessivamente, la peggiore di tutta la Toscana, come si può rilevare dai rapporti annuali dell’Arpat.
Il mistero dunque si addensa piuttosto fitto, nonostante studi “serissimi” abbiano ipotizzato che le principali cause degli alti valori delle polveri sottili a Montale siano il riscaldamento domestico (che contribuisce però più pesantemente negli addensamenti urbani, piuttosto che in aree sub-urbane), i caminetti (che imperversano tuttavia in tutta la Toscana), il traffico (qui praticamente assente) e l’abbruciamento degli scarti vegetali negli orti e nei giardini (come se ogni giorno e in ogni stagione si bruciassero tonnellate di frasche).
La causa va quindi cercata in un qualche motivo localizzato e puntuale, relativo a questa particolare zona della Piana.
Nell’area l’unico impianto di rilievo che abbia la combustione come elemento principale di funzionamento è l’inceneritore di Montale che si trova a circa 900 metri dalla centralina come si può vedere dalla foto area allegata.

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La centralina (pallino giallo) a 900 metri dall’inceneritore (pallino rosso)

In mancanza di altre ragionevoli spiegazioni si può pensare che questa sia la causa del record regionale della centralina di Montale?
Non lo dico volentieri, ma non mi fido più di ricerche scientifiche che sfornano centinaia di pagine di dati tranquillizzanti ma che non sono in grado di spiegare questa semplice cosa:

Perché questa centralina, in una tranquilla stradina periferica di una minuscola frazione a confine con la campagna, sforna costantemente i peggiori risultati sulla qualità dell’aria di tutta la Toscana?

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