Il Termine e i confini del comune di Artimino

termineLa foto rappresenta la località detta il Termine nel comune di Carmignano, apparentemente poco significativa, posta poco lontano dalla Serra.
Nei dintorni non c’è nessun “termine” o cippo confinario e non risulta immediato capire a quale confine si riferisca il toponimo[1].

Per comprendere bene il luogo, bisogna risalire alla metà del XIII secolo quando il territorio del Montalbano meridionale, sotto dominio pistoiese, era diviso in tre comuni rurali, Artimino e Carmignano e Bacchereto, che si dividevano il territorio oggi incongruamente ancora suddiviso tra Carmignano e Poggio a Caiano. Questo assetto territoriale rimase stabile anche per qualche tempo dopo la sconfitta di Pistoia da parte di Firenze che, come nuova dominatrice, riconfermò i tre comuni e i loro statuti.

Ricostruire i confini che delimitavano i tre autonomi territori non è facile. La località “il Termine”, per il suo specifico significato, sicuramente faceva parte della linea confinaria tra Artimino e Carmignano; forse vi era stato infisso un vero termine in pietra, anche se tale uso non risulta documentato come frequente per il territorio (comitatus) pistoiese.

Per ricostruire l’intero confine dell’antico comune di Artimino occorre ricorrere al Liber Finium[2], un manoscritto amministrativo del Comune di Pistoia dal quale è possibile ricostruire, in una specie di mappa scritta, tutti i confini dei comuni del districtus con sufficiente approssimazione nonostante la scomparsa di molti toponimi[3].  I riferimenti riportati nel manoscritto, oggi non sempre riconoscibili, erano legati alla vita quotidiana: il fiume, il bosco, il ruscello, la strada, la casa, nella percezione di una topografia di derivazione popolare. Era in effetti l’avvento dell’ordine comunale che si estendeva dalla città al contado per cancellare il precedente ordine feudale[4].

I confini tra il Comune di Artimino e quello di Carmignano sono così descritti:

“Fines sunt inter Comune di Artimino et Comune de Carmignano, rius de Vecchiese usque ad terminum de Gulliano recto tramite sicut trait arthana de Monte Argeto e sicut trait ultra usque ad boschum filiorum Octanelli et sicut vadit rius inter Salam et Vethanum quod capitat in Arnum de uno rivo ad aliud, videlicet ex latere orientis sun finibus Artimini et latere occidentis sunt de Carmignano, salvo quod podium de Monte Argeto cum suis iuribus sit et esse debeat Comunis de Artimino”.

Tentando una traduzione molto rudimentale e libera si avrebbe:

“I confini tra il Comune di Artimino e di Carmignano sono il rio di Vecchiese (forse rio Calcinaia) fino al termine di Gugliano[5] e poi in linea retta verso l’altura di Montalgeto e oltre fino al bosco dei figli di Ottanello[6] e al rio tra Sala e Vezano[7], che sfocia in Arno; rispetto a tale rio, sul lato occidentale è il territorio di Carmignano e sul lato orientale quello di Artimino, tranne Montalgeto con le sue dipendenze,  che è di Artimino”.

Il Termine da cui siamo partiti prendeva dunque il nome di “Termine di Gugliano” e possiamo identificarlo nel trivio di strade (via Macia, via La Serra e via Arrendevole ) che costituisce da sempre un punto  importante sul territorio e che nel XIII secolo stabiliva dunque il confine tra due comunità autonome non sempre amiche, durante le lunghe vicende della guerra tra Pistoia e Firenze e delle incursioni di Castruccio Castracane. Ecco che dunque si può ipotizzare i confini dell’estinto Comune  di Artimino il cui stemma era un serpente marino.

Nella pianta allegata è stata riportata per intero l’ipotesi relativa alla linea di confine del Comune di Artimino.  Quali erano i restanti confini di Artimino non riferiti nel Liber Finium? Sicuramente il corso dell’Arno a Sud e il corso dell’Ombrone a Est che costituivano i limiti verso il contado fiorentino di tutto il territorio pistoiese, quasi dei confini di stato al tempo delle guerre “balcaniche” che funestavano la Toscana.

NOTE

[1] “Termine” di riferisce in genere a una stele o a un cippo confinario posto in un punto di vertice di una linea di confine.
[2]  Liber Focorum Districtus Pistorii (a. 1226). Liber Finium districtus Pistorii (a. 1255), a cura di Q. SANTOLI, Roma 1956.
[3] Il manoscritto, in latino medievale, pubblicato nella collana “Fonti per la storia d’Italia” pubblicate dall’Istituto storico italiano per il Medio Evo, non è mai stato tradotto e neppure studiato con riferimento al territorio del Montalbano meridionale.
[4] In prossime puntate si cercherà di ricostruire i confini dei comuni di Bacchereto e di Carmignano.
[5] “Gugliano” è una località (con una fattoria) su un poggio a poche centinaia di metri dalla località “Il Termine”
[6] Tale toponimo ovviamente non si è conservato, tuttavia si può osservare come la linea di confine ipotizzata attraversa il bosco di crinale del Montalbano.
[7] In effetti poco a sud di Artimino esistono ancora i toponimi di Podere Sala e Podere Vezzano posti su rilievi dirimpetto, tra i quali scorre l’impluvio di un piccolo rio (Borro dei Diavoli) che finisce in Arno. Poco distante passa il confine attuale con il Comune di Capraia e Limite che risulta però variato nel corso del XX secolo.

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