PERPLESSITÀ SUL REFERENDUM (2)

Perplessità sul referendum  (1): l’Apocalisse

Perplessità sul referendum (2): L’Antipolitica

In attesa di prendere una personale, definitiva  e difficile decisione sul voto del 4 dicembre, oltre alle perplessità circa vittoria del NO come “fine mondo“, propongo altre mie perplessità legate al termine di “populismo” (in realtà bisognerebbe dire “demagogia”) con cui generalmente la stampa dileggia le varie opposizioni.

presunto-rottamatore

  • Prendiamo un problema vero come il costo della politica e dei politici in Italia. Se tale problema viene enfatizzato strumentalmente, al punto che aspetti obiettivamente marginali diventano oggetto di quotidiane prediche e requisitorie da riversare sull’opinione pubblica, allora diventa populismo e demagogia? Si può prendere ad esempio gli scontrini al buffet della Camera, diventati argomenti di ormai storiche e ridicole filippiche da parte del M5S.
    Ma allora anche fare una riforma della Costituzione per risparmiare forse un centinaio di stipendi da parlamentare è populismo?  Dire che la riforma riduce miracolosamente il “numero dei politici” è populismo? Vantare come principale finalità di una riforma della legge fondamentale di uno Stato un risparmio presunto, incerto e limitato, è populismo? Propagandare il Sì alla riforma utilizzando argomenti  contro i politici e la politica è populismo? Utilizzare come argomenti a favore della riforma tutti gli argomenti del qualunquismo di destra come l’anti-parlamentarismo e la concezione del governare come decisionismo da liberare dai lacci e lacciuoli della mediazione politica è populismo?

  • Caricare di eccessive aspettative un evento, sia pure importante, è populismo ?
    Dire  o pensare che una vittoria del M5S sia messianica e salvifica è populismo senza dubbio. Ma allora è populismo anche dire che la vittoria del Sì al referendum deciderà il futuro del nostro paese e dei nostri figli, darà risposte ai malati di cancro (detto dal ministro Boschi), renderà possibile ai giovani realizzare i propri sogni senza espatriare (spot del Comitato del Sì), ecc.?

  • Cercare consensi usando luoghi comuni di facile presa e una semplificazione molto spinta della realtà è populismo? Allora è populismo concentrare tutto il dibattito parlamentare e politico per oltre un anno su  una improvvisata riforma della Costituzione di dubbia necessità e di certa utilità, lasciando da parte le questioni fondamentali (riduzione dei veri sprechi, razionalizzazione amministrativa, semplificazione normativa, lotta ai privilegi e alle ingiustizie, ridistribuzione della ricchezza, incentivazione della partecipazione democratica).

  • Stuzzicare il sentimento anti-casta dei cittadini, raffigurandosi come rottamatori nonostante si sia legati a personaggi, interessi  e gruppi di potere neanche tanti trasparenti è populismo?

Dunque le mie perplessità si possono riassumere in questo dubbio: questa è una riforma inutile e populista, propagandata con argomenti demagogici e populisti, voluta da politici  improvvisati e populisti, finalizzata a obiettivi opachi e populisti, destinata al consenso di elettori distratti e populisti ?

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