Ponti e alluvioni

Il 27 Ottobre 2016  è crollato un cavalcavia sulla Milano-Lecco, sotto il peso di un Tir, causando la morte di un automobilista e diversi feriti.
Il 30 Ottobre 1992 cedette un argine dell’Ombrone a Poggio a Caiano, causando una disastrosa alluvione che rimane nella memoria di tutti gli abitanti nonostante i 23 anni trascorsi.
Cosa hanno in comune i due disastri? Apparentemente niente.

  • Il cavalcavia era parte di una strada stadale affidata all’Anas per la manutenzione, tranne che per il tratto classificato  provinciale rimasto in carico alla Provincia, la quale afferma che però la struttura del ponte è di competenza Anas. L’emergenza ha visto rimpallarsi la decisione di chiudere la strada tra i cantonieri dell’Anas e i funzionari della provincia di Lecco. Invece il Tir era stato autorizzato al transito da un’altra provincia, quella di  Bergamo.
    La ricostruzione degli eventi vede contrapposti gli enti interessati che interpretano in modo difforme sia le responsabilità legate all’emergenza che quelle di monitoraggio. I sindaci interessati complicano la situazione con dichiarazioni tese a scaricare eventuali loro responsabilità. Non è una situazione insolita; lasciando da parte il pericolo dei cavalcavia,  dovunque, anche nella provincia di Prato, ci sono situazioni all’interno dei centri abitati, in cui non è chiaro chi deve fare la manutenzione dell’asfalto, chi deve controllare la segnaletica, pulire i tombini, concedere le autorizzazioni.

  • L’alluvione del 1992, che vide lo sbriciolamento di un tratto di argine, lasciato alla più completa incuria, mostrò a tutti che le competenze sulle opere idrauliche erano ripartite in modo del tutto irrazionale: la manutenzione e il controllo dell’argine destro e dell’argine sinistro erano affidati a enti diversi. La manutenzione dell’argine destro del fiume, sembra fosse addirittura rimasta non attribuita, per mancanza di passaggio di competenze, dal 1983. Cominciò subito uno scaricabarile tra  Comune, Regione, Provincia, Consorzi di bonifica, Genio Civile, e una lunga inchiesta senza molti frutti, anche se nel 2007 (dopo 15 anni) l’onere dei poveri rimborsi economici fu attribuito alla Regione.

Legittimo chiedersi se la causa di entrambe le catastrofi debba essere cercata proprio in situazioni normative che confondono i ruoli e le incombenze tra i vari entri, creando nei vari responsabili una scarsa consapevolezza dei propri obblighi e nei cittadini una generale e inevitabile ignoranza delle modalità per far valere i propri diritti alla sicurezza.

Legittimo chiedersi se la situazione sia cambiata rispetto al 1992; intendo per gli argini e per tante altre cose.

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