L’inamovibile

senzanomePaolo Abati è Direttore Generale di Estra spa. Prima è stato dipendente Consiag, vicepresidente Consiagas, presidente Consiag dal 2004 al 2012 (oltre che assessore comunale).

Dodici anni ai vertici di un gruppo di società partecipate sono tanti, forse troppi soprattutto per qualcuno che è dentro la galassia aziendale fin da giovane.
Eppure nessuno è riuscito in tanto tempo a scalzare Abati.
Sopravvissuto alla Giunta Mattei e a quella Romagnoli, si è scontrato con la Giunta Cenni ma è rimasto saldamente al comando, cambiando solo poltrona, come Putin che a volte fa il Presidente e a volte il Premier.
La giunta Biffoni è riuscita (per fortuna) a cambiare il vertice di Gida, ASM e di Interporto, ma il “padrone” di Consiag non si smuove, nonostante le bufere che sono passate sulla sua testa:

  • Tra il 2005 e il 2008 Abati ha impegnato Consiag nel velleitario progetto di realizzare un polo fieristico/espositivo da realizzare nell’ex area Banci, spendendo inutilmente molti soldi incassati dalle bollette del gas per finalità che non gli competevano.

  • Nel 2009 Abati si è candidato per la poltrona di sindaco, senza dimettersi da presidente Consiag, fidando nel consolidato sistema di potere e consenso che faceva capo a via Panziera, ma rimanendo sconfitto alle primarie in una campagna elettorale piena di veleni.

  • Nel 2010 Consiag e la controllata Estra hanno perso il giudizio davanti al Consiglio di Stato per essersi rifiutati di fornire al Comune i dati necessari a bandire una nuova gara per l’affidamento della rete di distribuzione del gas.

  • Nel 2012 L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato ha comminato una multa di 276.132 euro al gruppo Consiag per aver violato le regole della concorrenza.

  • Nel 2014 il gruppo Consiag ha perso definitivamente la gara per l’affidamento della distribuzione del gas a Prato; l’esito apparve una vendetta politica della Giunta contro un management arrogante.

  • Nel 2015 Abati è stato rinviato a giudizio per abuso di posizione dominante, abuso d’ufficio e turbativa d’asta (nel 2013 la Guardia di Finanza aveva perquisito gli uffici di Consiag e Estra).

  • Nel 2016 si scopre che Consiag, non si sa per quale motivo, ha comprato negli anni 10 mln di euro di azioni di Banca Popolare di Vicenza che si sono praticamente volatilizzati.

Tutti passi falsi che avrebbero interrotto la carriera di chiunque, tranne lui.
Cosa lo rende inamovibile?
Forse i ricchi dividendi che Estra e Consiag ogni anno distribuiscono? (Ma questo non dipende dalla dirigenza, quanto dalle tariffe per acqua e gas stabilite dalle autorità preposte)
Forse il consenso di cui gode o godeva nella base del PD?
Forse l’appoggio che gli ha garantito l’apparato costituito da amministratori locali e rappresentanti politici del PD di tutte le correnti e a tutti i livelli?
Forse i rapporti economici, professionali, politici che ha avuto modo di stabilire a Prato e fuori Prato, nei decenni nei quali è rimasto nel gruppo Consiag?

 

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