L’asso nella manica

Nardella, Renzi e gli altri politici che vogliono ad ogni costo il nuovo aeroporto di Firenze, credono di avere un asso nella manica.
Tale presunta carta vincente è stata fornita da Rossi e consiste in una norma nascosta e votata all’interno provvedimento molto più ampio.

Il 5 luglio 2016 sono state approvare modifiche alla legge urbanistica regionale del 2014 e tra le modifiche compare anche il nuovo art.9 bis approvato a maggioranza (anche dai consiglieri pratesi e della Piana) con il voto contrario solo di M5S e SI.
Tale articolo prevede procedure di variante molto semplificata per le opere d’interesse nazionale. Basterà un passaggio in Consiglio Regionale e poi il Presidente con la sua sola firma in Conferenza di Servizi renderà effettiva la variante, senza adozioni, osservazioni, controdeduzioni, coinvolgimento dei comuni interessati e altre seccature.

“…i casi in cui il progetto definitivo di un’opera di interesse statale sia stato sottoposto a valutazione di impatto ambientale (VIA) ed il procedimento si sia concluso con esito positivo, l’approvazione del progetto, nella conferenza indetta a tale scopo, con il voto favorevole del Presidente della Giunta regionale, oltre agli effetti previsti dalla legislazione statale, costituisce anche variante automatica del PIT”

Tale norma era stata studiata per rimediare alla mancata conformità del masterplan al PIT in merito a: lunghezza della pista; sconfinamento della pista dall’area di salvaguardia B assegnata all’aeroporto; compromissione dell’area di salvaguardia A; e tanto altro.

aree-salvaguardia

Tale mancata conformità era stata rilevata, oltre che da chi si oppone all’aeroporto, anche ai tecnici della VIA nazionale e quindi non era possibile ignorarla.
Dunque Rossi nel silenzio generale è riuscito a far approvare la norma che potrebbe rendere conforme il masterplan in pochi giorni.

Arrivata la sentenza del TAR, forse non inaspettata, gli strateghi dell’aeroporto stanno sicuramente pensando  di utilizzare l’art.9 bis anche per superare questo ostacolo e le dichiarazioni concordi dei protagonisti, compreso il ministro Galletti, fanno pensare a una strategia concordata, forse già da mesi.
Orde di giuristi si staranno accanendo sui costrutti sintattici della sentenza e delle leggi per tentare di ribaltare quanto pronunciato in nome del popolo italiano.
La norma regionale sopra riportata, applicata alla lettera, potrebbe permette tale operazione.

Secondo la logica invece la procedura assai semplificata dell’art.9 bis non sembrerebbe applicabile in quanto la sentenza del TAR ha annullato alla radice un piano urbanistico (variante al PIT) nella parte in cui prevede il nuovo aeroporto, salvo ribaltamenti futuri in Consiglio di Stato. Di conseguenza anche la successiva VIA risulterebbe da annullare o comunque da sospendere.
Sempre secondo la logica, per riapprovare la previsione dell’aeroporto occorrerebbe procedere normalmente (adozione, osservazioni, approvazione) dopo aver superato le questioni di merito e le carenze evidenziate dal TAR.

Sicuramente Rossi e soci non agiranno secondo logica e senso delle istituzioni e tenteranno un colpo di mano con l’art. 9 bis, procedendo come hanno fatto finora sulla lama di un coltello. Ma così qualcuno potrebbe andare incontro a veri e propri reati.

Advertisements