Ponte e aeroporto: un ossessione

messina

Messina è una città bruttissima, senza memoria storica.
Nella foto vediamo il centro del centro storico; gli edifici più antichi sono degli anni ’20. Il Duomo è un falso storico ricostruito dalle fondamenta.
In tutta la città non ci sono edifici e architetture medievali o rinascimentali e neppure ottocenteschi. Tutti distrutti in un terremoto nel 1908 che causò la distruzione di Messina, Reggio, Palmi e tanti altri centri abitati, con oltre 100.000 morti. Al terremoto seguì un maremoto con tre onde stimate di 12 metri di altezza.

Ora Renzi propone nuovamente il ponte sullo stretto con il quale la classe politica ci deprime da decenni.
Il ponte si troverebbe sull’epicentro di quel terremoto, non così antico da poter essere dimenticato.

I motivi dell’uscita del Premier possono essere tanti ma mi sembra che abbia fatto un passo falso piuttosto grave, perché della storia del ponte gli italiani si sono veramente rotti.
La cosa più inspiegabile è l’accanimento con la quale i governanti degli ultimi decenni, e Berlusconi e Renzi in particolare, perseguono come in preda a un’ossessione la politica delle grandi opere inutili.
Renzi vuole realizzare a ogni costo un costosissimo, dannoso e pericoloso aeroporto stretto nell’urbanizzazione della piana Firenze-Prato e ora con la stessa logica vuole questo impossibile, dannoso e pericoloso ponte, i cui costi e rischi sono imponderabili.

L’aeroporto di Firenze farebbe risparmiare un’ora di tempo ai viaggiatori che attualmente usano quello di Pisa. Il ponte farebbe risparmiare mezz’ora visto che quello è il tempo di attesa del traghettamento nel periodo peggiore dell’anno e posso testimoniarlo.
In questo campo, del resto, il record spetta al sotto-attraversamento TAV di Firenze che farebbe risparmiare 5-6 minuti.


Forse quella del ponte è l’occasione per molti italiani di riflettere su molte questioni.

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