Una sede per l’archivio

cortile

L’Archivio generale del comune di Prato è ospitato da qualche decennio in una fabbrica dismessa di via Pomeria.
Si entra da una porticina in ferro che appena si nota; si transita da una corte, diciamo disadorna; si sale da una scala diciamo molto dimessa. Al piano primo ci sono magazzini, uffici e una sala di lettura frequentata soprattutto da tecnici interessati a consultare pratiche edilizie in occasione di compravendite o altro.

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L’ingresso dell’archivio

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Sala di lettura

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Cortile interno

Rendering del nuovo edificio dell’archivio che doveva sorgere a Iolo


La struttura presenta varie criticità.
Come tutte le vecchie fabbriche la copertura a lucernari è poco isolante e questo, a seconda della stagione, rende caldissimi e freddissimi gli ambienti che non hanno impianti di riscaldamento a parte gli uffici e la sala di consultazione che usufruisce anche di ventilatori a soffitto. Il freddo invernale e il caldo estivo si fanno sentire soprattutto per gli addetti. Inoltre ci sono stati spesso problemi con la normativa antincendio e con i Vigili del Fuoco.
Soprattutto mancano gli spazi, nonostante la presenta di magazzini anche al piano terra. Per tale motivo dal 2010 la documentazione di Ragioneria viene archiviata presso una società a Campi Bisenzio e dal 2006 l’Archivio storico vero e proprio è ospitato in un capannone a La Cartaia, a Vaiano.

Quella in via Pomeria è una sede in affitto e da molti anni l’amministrazione comunale pensa di spostare l’archivio o di realizzare un nuovo edificio destinato ad accogliere un servizio così importante sia perché incide su settori economici come l’edilizia e la compravendita di immobili, sia perché conserva documenti fondamentali per lo studio della storia della città, soprattutto del XX secolo.

Poco dopo il 2000 si cominciò a parlare di spostare l’archivio nel Macrolotto 2.
Nel 2009 fu annunciato lo spostamento in altra sede da definire.
Nel 2011 il Consiglio Comunale deliberò la costruzione di un nuovo edificio destinato ad archivio  comunale a Iolo in via Bessi su un terreno già di proprietà e l’ufficio tecnico predispose in progetto.
Nel 2016 è stato accantonato definitivamente il progetto della nuova sede e  variata la destinazione del terreno per poterlo vendere.

Ora speriamo in qualche buona idea che sblocchi la situazione. Il trasferimento dell’archivio è necessario non tanto non eliminare un affitto (comunque il più caro che paga il Comune), quanto per dare una sede capiente e funzionale.
Questo consentirebbe anche il miglioramento della fruizione soprattutto della parte storica più propriamente detta dell’archivio, la predisposizione di inventari, la razionalizzazione di spazi ora dispersi anche fuori comune, la realizzazione di  progetti di valorizzazione come l’estensione della digitalizzazione di banche dati e fondi esistenti  o da costituire (per esempio  i disegni di architettura come ha fatto il comune di Firenze).
Sarebbe un investimento culturale migliore di tanti finanziamenti a pioggia di dubbia utilità.

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