Cos’è la Perfetti-Ricasoli

Negli anni ’90 fu programmata la realizzazione di una  strada di grande comunicazione Firenze–Prato–Pistoia. Era l’ultima traccia del grande tentativo di realizzare una pianificazione esteso a tutta la piana, abitata dal 40% della popolazione toscana.
Per decenni, fin dal 1962 si era parlato e lavorato su “piano intercomunali”  e “schemi strutturali” che dovevano sottrarre il territorio all’edificazione incontrollata.
In tali piani si prevedeva la razionalizzazione nell’uso dei suoli, la salvaguardia le aree agricole a Sud, la ristrutturazione del sistema ferroviario, il freno allo sviluppo lineare degli insediamenti e alla saldatura degli abitati, la realizzazione di un’area a parco denominata “area centrale metropolitana”, la salvaguardia dei centri minori, il potenziamento del sistema dei trasporti pubblici e un “asse attrezzato ” Firenze-Prato-Pistoia.

Inutile dire che di tutti i tentativi di dare un governo ordinato e razionale alle trasformazioni della Piana sono rimasti allo stadio di illusioni.
Inutile dire che anche le varie  infrastrutture previste nei vari piani e schemi non hanno vista la luce.
Solo “l’asse attrezzato” è rimasto presente in tutti i piani e schemi e così nel 1998, attraverso un Accordo di Programma tra Regione, Provincia di Firenze e Comuni interessati, si decise di realizzare una viabilità di scorrimento tra Prato e Firenze, con partenza da via de’ Perfetti Ricasoli, da cui il nome informale con il quale è conosciuta questa nuova strada non ancora completata.

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La “Mezzana-Perfetti Ricasoli” con i tratti da completare

La “Mezzana-Perfetti Ricasoli” dovrebbe quindi collegare Prato con Firenze in modo autonomo dall’autostrada A11.
Tuttavia occorre osservare come questo tratto, dal ponte Lama, si trova in continuità con la “declassata” e poi con la strada provinciale “variante Pratese” fino a Pistoia.
Pertanto, quando i tratti mancanti nei comuni di Campi e di Sesto saranno realizzati, si creerà un’arteria di scorrimento (in parte a quattro corsie) continua tra Capostrada e Rifredi.
Tale strada affiancherà l’autostrada (che nel frattempo diverrà a sei corsie) costituendone una valida e gratuita alternativa, consentendo inoltre di evitare il nodo di Novoli che per decenni sarà un eterno ingorgo. Sicuramente sarà in grado di assorbire un gran traffico di transito che si sommerà a quello determinato da tutte le infrastrutture commerciali toccate da tale arteria stradale.

Sembra un’ottima notizia per tutti, tranne che per Prato.
La strada di cui parliamo lambisce Sesto Fiorentino e Calenzano, sta lontana da Campi Bisenzio, non tocca sostanzialmente Agliana, ma attraversa il tessuto urbanistico vivo della città di Prato.

Conosciamo bene il problema della declassata e il suo inserimento in un asse viario di scorrimento tanto importante sarà comunque un problema, sia che essa venga raddoppiata, sia che rimanga così com’è, proprio per la prossimità tra quartieri residenziali e  traffico di scorrimento. Un’altro rilevante problema sarà costituito dal Ponte Lama, rimasto a due corsie.

Chiaramente aver dato nel 1998 l’entusiastico assenso alla “Mezzana-Perfetti Ricasoli” senza considerare le conseguenze sulla città fu un grave errore.
Una strada che collegasse Prato e Firenze sarebbe stata sicuramente utile, anzi  indispensabile. Una strada che attraversi il centro abitato di Prato, configurandosi come asse di scorrimento dell’intera piana tra Pistoia e Firenze e alternativa all’autostrada, sarà un disastro urbanistico ancora di più di quanto non lo sia già.

In tal modo dopo averla giudiziosamente “declassata”, avremo nuovamente un’autostrada in città.

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