Campi al centro

Lavoro in una scuola di Campi Bisenzio e ogni anno arrivano colleghi da fuori regione che, dovendo cercare una sistemazione, chiedono informazioni sui collegamenti dei mezzi pubblici con i centri vicini.
La risposta sorprende sempre tutti.

Campi Bisenzio, una città di 40.000 abitanti, si raggiunge con i servizi di trasporto pubblico solo da Firenze (peraltro con carenze per quel che riguarda la parte del centro abitato sulla sponda destra del Bisenzio). Mancano i collegamenti con Signa, Calenzano, Sesto (tutti comuni confinanti), con il Polo Scientifico e addirittura con Prato una città di 190.000 abitanti, anch’essa confinante con Campi (i rispettivi centri abitati, al netto delle aree industriali, distano un chilometro).

autobus

Naturalmente Campi Bisenzio è semplicemente l’esempio di una situazione di generale carenza generalizzata a tutta l’area metropolitana.
Abituati ad usare l’automobile, tutto ci sembra tutto normale, ma non è così e le persone che vengono da fuori regione se ne accorgono subito. Nelle aree intorno a Milano, a Bologna, a Napoli non è così.
Ormai i trasporti pubblici di questa parte di Toscana sono diventati tra i peggiori d’Italia e i motivi sono tanti. Il primo riguarda il provincialismo di una classe dirigente che non riesce a capire che ci troviamo in un’area metropolitana policentrica di cui Firenze è solo una parte, Campi Bisenzio non è più una semplice periferia e Prato è parte integrante.

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