“Rivoluzione socialista”

Recensione del libro del “Governatore” Rossi.

enrico_rossi_rivoluzione_socialista (1)

Del precedente libro di Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, ho preferito recensire solo il titolo e la copertina.
Purtroppo per quello appena uscito ho deciso di procedere normalmente con acquisto e lettura. 

Contenuto

Fatica inutile: nonostante gli sforzi di Peppino Caldarola non si tratta certo di un testo denso di contenuti originali e imprescindibili, che aggiungano qualcosa al titolo e alla copertina. Peraltro, a parte una imperdibile intervista, il libro è riempito dal copia e incolla di interventi riciclati già pubblicati sulla rete (“Huffington Post”).
Il testo, oltre ai prevedibili richiami a Roosvelt, Berlinguer, Sanders, Giorgio La Pira, Corbyn, Kennedy e Obama, è pieno solo di banalità insopportabili come:
-“Dopo trent’anni di predominio dell’ideologia liberista, la sinistra non è scomparsa”.
-“Bisogna risvegliare nei giovani l’ardore della politica”.
-“Una sinistra che recupera i propri valori e idee fondative per proporre un’alternativa concreta”.

Ambizione

Rossi 3

Tutto il libro trasuda ambizione. Il “governatore”,  da qualche anno, vuole a tutti i costi arrivare ad una qualsiasi poltrona romana per coronare una splendida carriera: dieci anni da sindaco, dieci da assessore regionale, dieci da “governatore” e dieci da onorevole o meglio ministro: “la politica non può essere un mestiere come gli altri”
Comunque, al momento, l’unica risposta di un certo peso alla fatica letteraria di Rossi  è stata la secchiata di letame del macellaio Cialdini, e questo non fa un gran bene alle grandi ambizioni del filosofo di Pontedera.

Posizionamento politico

Rossi 3Per ottenere l’agognato premio sta tentando un’operazione di marketing temeraria: presentarsi nel PD come antagonista politico a sinistra di Matteo Renzi, pur avendo, quanto meno di fatto, stretto un accordo con l’attuale capo del governo per il controllo del partito regionale, che è stato centrale nell’ascesa renziana. Tale accordo ha portato alla candidatura senza primarie e alla rielezione quasi bulgara di Rossi e alla normalizzazione della Giunta e del Consiglio Regionale epurati dagli elementi estranei. Tale accordo appare finalizzato anche all’attuazione di varie grandi opere tra cui il nuovo aeroporto di Firenze che sta molto a cuore a entrambi.
Del resto la sua presunta candidatura alla segreteria nazionale del Partito democratico (non alla premiership) si evidenzia soprattutto con critiche all’attuale Premier in relazione alla gestione del partito ed è in “alternativa ma non in contrapposizione” a Renzi, che infatti apprezza molto l’opposizione di questo “non renziano leale”; del resto Rossi ha preannunciato il suo voto per il Sì al referendum sulle riforme.
Questa contraddizione, evidente nel testo, ne porta molte altre.

Contraddizioni

Rossi 3Rossi si presenta come difensore dei “beni comuni” senza aver mai fatto niente per difenderli, anzi appoggiando nei fatti ogni processo di privatizzazione.
Afferma che la nuova sinistra deve essere ambientalista anche se non ha mai preso in considerazione nessuna delle istanze portate dai cittadini, contro interessi privati e Grandi Opere, per la difesa della qualità dell’ambiente.
Lamenta la crisi della democrazia ma dimentica di essere un uomo-tappo che per conto del Pd toscano ha cercato di fermare qualsiasi richiesta di partecipazione e trasparenza  in Toscana; ha brigato per evitare primarie che avrebbero evidenziato dissenso; ha trattato con disprezzo il Consiglio regionale; ha negato i processi di partecipazione per l’aeroporto; ha imposto una legge elettorale regionale anticipatrice dell’Italicum con listino bloccato, previsione del ballottaggio con meno del 40% dei voti e elevato premio di maggioranza.
Proclama la prevalenza degli interessi pubblici su quelli privati, ma ha sempre perseguito una politica di vantaggi per l’economia di mercato (e le lobbies) e per misure liberiste.

Il “Buon Governo”

Dal testo traspare tanto orgoglio per un presunto Buon Governo. Ma quali i grandi successi della politica progressista del “Governatore” che questo libro dovrebbe sancire? Forse la gestione della sanità, i cui conti fuori controllo hanno costretto a riforme fatte di tagli drastici, lasciando una qualità assai discontinua e liste di attesa inaccettabili? Forse l’avviso di garanzia per falso ideologico nell’inchiesta per il fraudolento disastro finanziario all’Asl di Massa?
In realtà se la Toscana continua ad essere mediamente ben amministrata non è certo per merito della politica, quanto dalla solida base della “burocrazia” degli enti locali.

 Ladro di parole

Rossi 3

Ma il punto centrale di questa recensione è un’altro. Rossi nel suo “libro”, già dal titolo, prende impunemente parole che hanno una storia e letteralmente le ruba, svuotandole di significato. Questo furto aggravato procede da tempo, visto che negli anni passati al “Governatore” è piaciuto definirsi “comunista democratico” e questo ci porta direttamente al tema centrale della questione: la politica (e anche l’informazione) sono ormai preda di personaggi in grado non solo di impadronirsi di un partito, ma anche di rubare le parole, usarle a proprio piacere, ottenendo di svuotarle del loro pregnante significato e renderle così gusci vuoti pronti ad essere adattati a ogni storytelling.
Così Rossi utilizza con disinvoltura parole come socialismo, sinistra, rivoluzione, lotta all’ideologia liberista, ridistribuzione della ricchezza, che non appartengono più a nessuno del PD .

Conclusioni

In conclusione ci troviamo di fronte ad un personaggio ambizioso e presuntuoso, in grado di presentarsi, senza esserlo, come portabandiera della democrazia, della partecipazione, del socialismo, della giustizia sociale, della tradizione del PCI. Soprattutto si presenta come anti-renziano e di sinistra senza esserlo. Per questi motivi il libro trasuda vanagloria e furberia, propaganda e saccenteria.
Ma tutto questo era chiaro già dal titolo poco onesto e dalla copertina ammiccante che vorrebbe riscaldare il cuore di vecchi compagni e questo mi riporta all’inizio di questa troppo lunga recensione.

Annunci