Coop, Esselunga e compagnia

I moderni protagonisti delle trasformazioni urbanistiche

Le scelte urbanistiche competono alla politica: la nomina dei tecnici che redigono i piani, la definizione degli indirizzi programmatici degli strumenti urbanistici generali e settoriali, l’accoglimento delle osservazioni, l’adozione e l’approvazione del piano regolatore e dei piani attuativi, sono atti amministrativi di competenza della Giunta e del Consiglio Comunale.

Certo nell’iter delle scelte urbanistiche intervengono anche altri soggetti:i progettisti incaricati, gli uffici urbanistici, la Regione con i suoi super tecnici, i cittadini mediante i processi partecipativi (obbligatori), i proprietari fondiari attraverso proposte e osservazioni, gli imprenditori e le associazioni di categoria.

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Guardando ai piani più importanti realizzati, in corso di realizzazione o di approvazione a Prato o anche altrove, si evidenzia però un altro importante soggetto: le catene della grande distribuzione, proprietarie di centri commerciali, ipermercati e supermercati. Infatti i maggiori interventi di trasformazione urbanistica degli ultimi anni hanno come costante caratteristica quella di avere come centro propulsore e ragion d’essere una grande superficie di vendita.
Il territorio pratese è diventato così la scacchiera di una partita all’ultimo cliente tra Coop, Esselunga e Pam; in particolare tra le prime due, ognuna delle quali con il proprio sponsor politico. Del resto la stessa cosa avviene a Livorno, Mantova e altrove.
Alla mossa di uno di questi colossi, risponde quella dell’altro: alla realizzazione di Parco Prato segue quella dell’ipermercato Esselunga di Pratilia sulla stessa direttrice viaria, senza contare la Pam dei Gigli; il progetto del centro Commerciale in viale Galilei delle Esselunga troverà la sua controfigura nell’area ex-Fabbricone a poche centinaia di metri e anche il supermercato Pam in via Ferrucci avrà presto un concorrente Coop a 200 metri, in un gioco simile al calcio anni ’70 , basato sul marcamento a uomo. Le prossime mosse nel Macrolotto Zero?
Gli interessi in gioco sono senza dubbio altissimi e gli altri concorrenti appaiono soccombere o comunque accontentarsi di nicchie di mercato e la lotta sembra proprio all’ultimo sangue.

Le conseguenze per la città quali sono?

Non saprei dirlo nel dettaglio: servono strumenti d’indagine accurati. In generale non si può disconoscere che la grande distribuzione diffusa in modo tanto massiccio influisce sui modi e sui luoghi della produzione  e colpisce non solo il commercio al dettaglio, ma la stessa struttura urbana dei quartieri e delle frazioni facendo venir meno quella complessità di relazioni che consente di individuare assi e poli di attrazione nel tessuto urbano. Tale impoverimento della struttura urbana, in cui le strade e i luoghi diventano tutti uguali e privi di servizi e relazioni, non è privo di conseguenze sociali ed economiche, fino a riguardare le questioni del degrado e dell’insicurezza.

Ma il pericolo maggiore a mio parere è un altro e riguarda proprio la responsabilità delle scelte urbanistiche di cui all’inizio.
Nei decenni passati le mani sulla città erano quelle degli speculatori edilizi, in molti centri urbani, e forse anche a Prato; ora invece le principali scelte urbanistiche sembrano passate ai consigli di amministrazione delle catene di supermarket, gli unici centri economici in grado di realizzare grandi trasformazioni urbane e questo non sembra un buon segnale per una gestione democratica del territorio.

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