Dopo la sentenza non si può gridare vittoria

trioLa sentenza del TAR  che ha minato le basi urbanistiche del nuovo aeroporto di Firenze rappresenta una vittoria innegabile per il Coordinamento Comitati ed Associazioni per la Salute della Piana, sia per l’efficacia della strategia scelta, sia perché giudici hanno confermato come fondati molti dei rilievi che i Comitati ha da molti mesi portato avanti con energia. Tuttavia non si tratta di una vittoria definitiva.

Dopo la sentenza sono intervenuti alcuni dei diretti interessati, cioè dei personaggi schierati in  prima fila per l’aeroporto; tutti hanno parlato senza entrare nel merito delle questioni e tutti impegnati a dire che nulla cambia e che la volontà politica prevale.

Nardella: “Non sono né sorpreso né preoccupato da questa sentenza. Il giudice amministrativo si esprime sul Piano Paesaggistico e sulla difformità con il Masterplan del 2014, ma quel Piano è stato superato oggi c’è un nuovo Piano approvato da Enac che non è stato né discusso né criticato o annullato dal Tar. Resta valido il percorso con Valutazione di Impatto ambientale che aspettiamo dal Ministero dell’Ambiente ” 

Rossi:   “La sentenza del Tar è confusa; confonde la valutazione strategica con la valutazione di impatto ambientale, che deve essere fatta a Roma. Per questo faremo ricorso al Consiglio di Stato. E’ evidente che questa sentenza non può fermare la procedura già in essere per la realizzazione del nuovo aeroporto”.

Toscana Aeroporti, presieduta da Marco Carrai: “La sentenza non incide minimamente sull’approvazione del Piano di Sviluppo Aeroportuale. In sede di Via sono stati esaminati approfonditamente e tutti affrontati tecnicamente i profili di insufficiente istruttoria che il TAR ha ritenuto sussistere nella valutazione strategica del Pit”.

Giani: “C’è una volontà politica molto forte, testimoniata dal voto delle delibere del Consiglio”. Non si non blocca la realizzazione di questa importante infrastruttura.”

Nencini: “Ci siamo confrontati con il ministro Galletti. Pare che la sentenza del Tar non incida sul procedimento di Via in corso presso il Ministero dell’Ambiente.”

Nessuno di essi si sofferma sui dubbi sollevati dal Tar  e sulla mancanza di correttezza delle procedure seguite, così come non hanno mai risposto alle domande dei cittadini. Tutti ostentano indifferenza per la sentenza e questo in democrazia non è concesso, soprattutto ai politici.
Le dichiarazioni sembrano concertate, e forse lo sono, e questo non lascia tranquilli perché fa pensare a qualche arrogante strategia alternativa che i fautori dell’aeroporto stanno preparando.
Questi personaggi pensano evidentemente che la firma del ministero dell’Ambiente sulla Valutazione d’impatto ambientale, potrà aggirare lo stop del Tar e sono pronti a sostenerlo, affermando che le carenze rilevate dalla sentenza abbiano trovato risposta nel prosieguo del procedimento sia in sede di valutazione dell’impatto ambientale dell’opera. Tutto questo mentre il Governo continua a portare avanti iniziative legislative per ampliare il potere decisionale sostitutivo dell’esecutivo in merito alle grandi opere e mentre il Consiglio Regionale ha frettolosamente approvato a luglio un codicillo che consente, in presenza di infrastrutture, di variare il PIT con una semplice stretta di mano tra ministro e “Governatore” (art. 9bis LR 64/2014).
Si potrà arrivare alla conferenza di servizi a Roma, dove fregandosene del Tar, del PIT, dei pareri tecnici, e del solo voto negativo del Comune di Sesto, il Consiglio dei Ministri, all’unanimità, approverà definitivamente il progetto, cominciando da subito a regalare soldi a Carrai e soci.

Una strategia discutibile, problematica e arrogante, in cui si manifesterà nuovamente la ferra volontà, a tratti inspiegabile, di alcuni personaggi di realizzare questo aeroporto, costi quello che costi, prendendosi grossi rischi e senza rendere conto delle proprie decisioni.
Tuttavia tale linea di comportamento, se perseguita, sembra anche molto temeraria e pericolosa e potrebbe portare inaspettati guai ai nostri politici, magari davanti a giudici non amministrativi, oppure davanti agli elettori.

 

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