I problemi della giunta Biffoni con l’Urbanistica

biffoni

Il sindaco ha i suoi grossi problemi con le questioni della sicurezza, della droga e dell’immigrazione, questioni che sono arrivati anche sulle reti televisive nazionali. Altri problemi, più sottotraccia, ci sono nei rapporti con le società partecipate, nella sintonia con la “macchina amministrativa” e nella scarsa capacità di comunicazione della Giunta.

Tuttavia non mancano i dubbi anche nel settore della gestione del territorio.

  • In campagna elettorale Biffoni aveva detto: “Stop al consumo di suolo” … “Piano Strutturale da rifare” …. “Entro i primi 100 giorni il Piano Strutturale sarà cambiato“. Sono passati più di due anni e il Piano strutturale voluto dalla Giunta Cenni, è ancora lì con le sue previsioni sballate.

  • Solo da poco, e senza clamore, è stato dato avvio alla stesura del nuovo Regolamento Urbanistico, senza attivare processi partecipativi efficaci.

  • Nell’attesa di nuovi strumenti di pianificazione, si sono adottate varianti urbanistiche  che non sembrano “un’altra storia” rispetto al passato; come quella relativa al riuso del Fabbricone che è incentrata, tanto per cambiare, su un centro commerciale o quella relativa ai terreni comunali a Iolo che si è preferito monetizzare invece di utilizzarli per risolvere il pesante problema dell’archivio comunale.

  • L’ex giunta della Provincia di Prato, appoggiata dal PD pratese, aveva  fatto  ricorso al Tar contro le previsioni del Piano strutturale comunale, voluto dal sindaco Cenni, che metteva in trasformazione  287 ettari prima a “esclusivo utilizzo agricolo” e altri 110 ettari di aree“prevalentemente agricole” trasformati in “aree urbane” e quindi  potenzialmente edificabili. Biffoni non ha risolto la situazione; il ricorso è ancora pendente e anzi con la nuova giunta il Comune si è costituito davanti al Tar presentando una memoria per resistere all’azione della Provincia, con un evidente conflitto d’interesse essendo il Sindaco  e il Presidente della Provincia la stessa persona.

  • In due anni la giunta Biffoni non ha messo mano alle norme di attuazione del Regolamento Urbanistico  per ridurre la frammentazione degli interventi e meglio gestire la miriade di piccole trasformazioni, e frazionamenti di fatto, in atto nel Macrolotto Zero. Dunque non è riuscita a incidere sulla situazione che vede le previsioni del Regolamento Urbanistico  non trovare attuazione da 15 anni, visto che le costose previsioni di riutilizzo mediante parziali demolizioni e bonifiche sono scavalcate da interventi manutentivi senza demolizioni e senza, purtroppo, coinvolgimento degli spazi pubblici.

  • Incertezze fatali ci sono state sulle questioni relative al nuovo aeroporto di Firenze, che pure Biffoni dice di avversare: accorate rimostranze pubbliche in presenza degli elettori, dolorose rinunce a ricorsi annunciati in Consiglio Comunale, inutili protocolli d’intesa con gli eterogenei sindaci della Piana ed esitazione verso azioni dirette.

  • Ingiustificato ottimismo è stato manifestato verso la situazione delle Cascine medicee per le quali la sentenza di confisca ha sancito la definitiva rovina. Biffoni ha rinunciando a chiedere conto al “governatore” Rossi della sua promesso di intervenire nell’acquisto, anzi gli ha chiesto di mettere i soldi promessi su altri eventuali progetti.

  • Appoggio incondizionato è stato dato dall’Amministrazione ai progetti di ampliamento, di dubbia utilità, della società Interporto.

Tutte situazioni che consentono di dire che il futuro della Giunta Biffoni si gioca sui temi della sicurezza e dell’immigrazione, ma anche su quelli della gestione del territorio che, per ora, non hanno portato risultati, a parte il felice finanziamento del PIU per la “creazione di una nuova centralità urbana” all’interno del quartiere Macrolotto Zero.

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