Non riconoscere la qualità

Riconoscere la qualità architettonica sembra essere diventata una capacità assai rara anche per persone di buona cultura e addirittura per la maggior parte degli architetti, figurarsi per gli amministratori politici che, di fatto, pianificano le trasformazioni urbanistiche.

Invece, lasciando da parte la contemporaneità, è sempre più importante saper distinguere nella produzione architettonica del XX secolo tra manufatti di nessun valore storico o artistico ed elementi da salvaguardare per assicurare anche al Novecento la possibilità di tramandare ai secoli futuri le migliori realizzazioni e non le peggiori, all’interno di una stratificazione storica dell’ambiente urbano

Questo è il caso dei Mercati generali di Novoli il cui destino sembra segnato a favore del nuovo Stadio.
Non occorre essere dei critici d’arte per riconoscere come il complesso architettonico del Mercato ortofrutticolo si distingua per la qualità progettuale e costruttiva.

Già nel corpo d’ingresso si riconoscono alcuni degli elementi distintivi dell’architettura toscana del secondo dopoguerra: l’accostamento di pietra forte e cemento, la caratterizzazione strutturale collaborante tra struttura muraria e sistema elastico, la predilezione per le ampie superfici murarie e i materiali naturali, la parsimonia nelle superfici finestrate, l’attenzione ai particolari costruttivi e alla funzionalità delle singole parti e dell’insieme.

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Il corpo d’ingresso

Il progetto fu presentato nel 1954 e approvato nel 1955, anche se già negli anni ’30 era stato progettato sul posto un mercato ortofrutticolo non realizzato per lo scoppio della guerra.
I lavori, finanziati in parte da INA-casa, si svolsero a partire dal 1956 appaltati alla ditta Pontello e l’inaugurazione si svolse nel 1960, anche se ampliamenti furono costruiti a partire dal 1964.

Il progettista fu l’ingegnere Giulio Lensi Orlandini, tecnico comunale e futuro dirigente, voluto da la Pira, di tutto l’ufficio tecnico. Fu una personalità poliedrica che ha diretto importanti restauri, scritto libri sulle antichità fiorentine, partecipato all’elaborazione dei piani urbanistici comunali e intercomunali. Tuttavia i suoi altri lavori sembrano assai lontani dalla modernità di quest’opera.

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Gli edifici su via Guidoni e i padiglioni posteriori

Si può presumere dunque la collaborazione di un altro progettista ?
L’unica traccia disponibile al momento è quella che porta a l’ing. Riccardo Morandi, pioniere del cemento armato precompresso, che ha curato i calcoli delle strutture dei Mercati generali. Morandi in quegli anni era presente a Firenze, sia perché insegnava alla facoltà di Architettura, insieme ai protagonisti della Scuola toscana, sia perché impegnato, insieme a diversi architetti, in progetti e concorsi: ponte Amerigo Vespucci (insieme a Giorgio Giuseppe Gori), ponte san Niccolò, autorimessa Lazzi ecc.

Ricordando che per Morandi non poteva esserci separazione tra forma e struttura e tra ingegneria e architettura e tenuto conto del grande impegno strutturale di alcuni degli edifici dei Mercati di Novoli, forse dunque si può dire che Morandi sia un autore a pieno tutolo di molte delle costruzioni, mentre il complesso impianto planimetrico e gli edifici di contorno sono dovuti senza dubbio all’ing. Lensi e all’ufficio tecnico comunale.

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Persilina di carico (demolita)

Basti considerare, per esempio, le due straordinarie pensiline ondulate in cemento armato precompresso, purtroppo demolite, oppure i grandi portali dei padiglioni aperti, tra cui quello più grande dei “produttori” destinato ai grossisti di prodotti ortofrutticoli. La luce di 30 metri fu realizzata grazie ad una tecnica di post-compressione brevettata da Morandi e che consisteva nel tendere dei cavi di acciaio in tubi metallici annegati nel calcestruzzo prima del disarmo degli elementi prefabbricati che costituivano i portali e il complesso sistema di shed che doveva impedire al sole di battere sugli ortaggi.
Del resto anche i telai in cemento armato del corpo d’ingresso con i piedritti sagomati e “incernierati” al suolo possono considerarsi una firma di Morandi, visto che su molte pubblicazioni tale elemento costruttivo viene definito “portale Morandi”.

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Padiglione dei produttori

Dunque abbiamo gli elementi per riconoscere nei Mercati generali di Novoli la qualità architettonica e l’importanza storica: la presenza degli elementi stilistici e costruttivi tipici dell’architettura toscana tra 1930 e 1970, a partire dalla stazione di Santa Maria Novella; il nome di un grande progettista; l’applicazione pioneristica di tecniche costruttive innovative.
Eppure verranno demoliti per fare un nuovo stadio di calcio.
Ma quello che c’è già perché non va bene?

fonti:

  • voce: Mercato ortofrutticolo di Novoli su Wikipedia
  • Fausto Giovannardi, Le straordinarie strutture del mercato di Novoli  su academia.edu, marzo 2013

 

 

 

 

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