Forestazione nella Piana

Le compensazioni di Rossi

In questi giorni un accordo di programma tra Regioni e comuni dà il via alla prima fase di realizzazione del parco agricolo più grande e bello che si sia mai visto al mondo.
Si inizia, su indicazione del “governatore” Rossi, dall’aspetto meno agricolo: il rimboschimento, necessario per realizzare una compensazione significativa alle prossime e imminenti opere infrastrutturali. La Regione mette a disposizione (solo) 14 milioni in totale (in vari anni), dei quali subito 4 milioni e 260.000 euro per la forestazione cioè per l’acquisto di alberi da piantare nelle aree già di proprietà dei comuni della Piana che verranno cedute in comodato gratuito per 30 anni (rinnovabili) alla Regione, la quale provvederà alla piantumazione.

Le aree risultano di significativa superficie: 160 ettari  di cui  87 ettari a Prato, 20 ettari a Poggio a Caiano,  7 a Calenzano, 17 su Firenze, 16 a Campi, 10 a Sesto Fiorentino, 2  a Signa.

aree 38, 39, 40, 41 in via manzoni a Iolo, in fregio all'autostrada

fig.1 -via Manzoni a Iolo, aree già densamente piantumate

 

 

 

bargo poggio a caiano

fig. 2 – Bosco del Bargo a Poggio a Caiano (XVI secolo)

cimitero

fig. 3- Piccola area residuale al cimitero di Comeana

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fig. 4 – Cascine medicee di Prato- aree aperte vincolate paesaggisticamente

Guardando nel dettaglio questa operazione si scopre che:

  • Molte delle aree incluse nell’accordo sono già piantumate; un’ulteriore inserimento di piante sarebbe controproducente (fig.1).

  • Alcune sono boschi centenari che hanno bisogno di manutenzione e cure e non di ulteriori piantumazioni, salvo che non si voglia tagliare e sostituire alberi monumentali (fig.2).

  • Altre aree sono del tutto dimensionalmente insignificanti, buone solo per creare l’impressioni che si tratti di un’operazione estesa a tutta la piana (fig.3).

  • Molte aree non sono piantumabili in quanto incluse in sistemazioni agricole storicizzate e paesaggisticamente vincolate (fig.4).

  • Tutte le aree in cui l’operazione di “forestazione” è subito operativa, sono di proprietà comunale, rinunciando a reperire le aree con le normali procedure della pianificazione, della dichiarazione di pubblica utilità, dell’approvazione di progetti

  • L’accenno alla possibile piantumazione delle casse d’espansione rimane ipotetica e possibile “solo dopo approfondimenti specifici” che si intuiscono assai ardui da superare.

 

 

Lasciando da parte i dubbi relativi alla concreta utilità e alla fattibilità, fuori dalla retorica finto-ecologista, di questa operazione dal carattere più che altro promozionale lasciamo da parte anche i dubbi sul valore storico-paesaggistico dell’operazione, rimangono comunque diverse questioni che lasciano perplessi:

  • Questa operazione di forestazione appare predisposta con urgenza. Dunque  il via libera all’aeroporto e al cantiere dell’inceneritore è ormai imminente. Nella fretta è stata raccattata qualsiasi area i comuni avessero a disposizione, includendo anche parti di territorio chiaramente inadatte, pur di consentire un’operazione di pura propaganda.

  • La priorità data a questa pseudo forestazione fatta di incongrui boschetti artificiali sparsi, non inquadrati in un disegno complessivo rimane incomprensibile a fronte di aree di verde pubblico esistenti che soffrono di carenza di cure e manutenzione.

  • Se i caratteri delle aree di  riforestazione risulteranno conformi alla definizione si creeranno incongrui boschetti, in ambiente prossimo ad agglomerati urbani, con conseguenti problemi di manutenzione e controllo.

  • Rimane un mistero del motivo per il quale i comuni  si sono accodati a questo progetto di scarsa utilità e  dubbia fattibilità, partecipando anche economicamente all’investimento senza un apparente tornaconto. Forse solo per scaricarsi della manutenzione di queste aree, spesso spazi di verde pubblico già esistenti?

Vedi anche :

 

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