Forestazione a Prato (2)

Dopo il Parco degli aquiloni ecco altre aree pratesi da piantumare, nell’ambito dell’accordo di programma tra Regione e Comune per la forestazione della piana voluta dal “governatore” Rossi.

Si trovano a Casale, Tobbiana e via Manzoni.
Vedere nel dettaglio tali aree incluse nell’accordo di programma, permette di capire la natura di tutta questa operazione che dichiara di voler riforestare 87 ettari  con un investimento  di  569.660,91 euro a carico della Regione e di  1.440.000,00 euro a carico del Comune.

L’area n.33 si trova  a San Giorgio, vicino al campo sportivo ed è già piantumata con alberi piuttosto giovani che cresceranno ancora molto. Non necessità di nuove piante che tra l’altro creerebbero uno spazio di difficile manutenzione e controllo, prossimo al centro abitato. In quella posizione può esserci solo un’area di verde pubblico fruibile e non certo un fitto bosco  inutilizzabile.

Le aree n. 38, 39, 40, 41 si trovano tra via Manzoni e l’autostrada e sono già piantumate. Infittire la trama arborea finirebbe per ostacolare la crescita di questa fascia verde destinata a schermare l’autostrada verso Iolo.

L’area n.42 è una delle poche zone di verde pubblici della frazione di Casale ed è già piantumata. Si tratta dell’unica are verde della frazione e dovrebbe essere attrezzata, visto che gli alberi devono crescere, ma non mancano.

Sorgono dunque delle domande:

  • Perché si è firmato un accordo di programma per piantumare, con un notevole investimento, aree già piantumate?
  • A chi spetterà la manutenzione di queste aree lasciate in comodato alla Regione per 30 anni?

  • Qual è il tornaconto del Comune in questo accordo?

  • Quali sono i motivi della priorità di questa pseudo forestazione, a fronte di aree di verde pubblico esistenti che soffrono di carenza di cure e manutenzione?

  • Qual è l’origine della somma messa a disposizione dal Comune?

L’impressione  è che per mettere in piedi urgentemente un’operazione di pura propaganda da parte del “governatore” Rossi, si sia grattato  tra le aree già di proprietà comunale, rinunciando a reperire le aree con le normali procedure della pianificazione, della dichiarazione di pubblica utilità, dell’approvazione di progetti. I Comuni si sono accodati, magari solo per scaricarsi della manutenzione di queste aree verdi già esistenti

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