Biffoni e la confisca

aprile2007

Nel febbraio 2015 il tribunale di Prato dispose la confisca della fattoria delle Cascine Medicee. La notizia ebbe felice risalto nella “stampa” locale.
L’entusiasmo coinvolse anche il sindaco Biffoni che infatti dichiarò soddisfatto:”Questa per noi è una doppia buona notizia perché possiamo usare i fondi regionali per altri investimenti e allo stesso tempo tutelare e valorizzare un patrimonio della città.  Quando ci siamo accorti che questo poteva essere l’esito del processo abbiamo chiesto alla Regione di sospendere il protocollo d’intesa sulle Cascine siglato lo scorso settembre con l’accordo di spostare eventualmente l’impegno finanziario su un altro progetto”.

Dunque i soldi promessi da Enrico Rossi nel 2014, dopo una laboriosa trattativa (che sicuramente avrà coinvolto la posizione dell’Amministrazione Comunale in merito al nuovo aeroporto), non sono stati utilizzati per l’acquisto della fattoria medicea (due aste andate deserte) proprio perché si attendeva una sentenza di confisca.

Naturalmente, com’è facilmente intuibile anche a chi non sia avvocato, la realtà non è così rosea come immaginata dal sindaco Biffoni.  La sentenza di primo grado non può certo considerasi definitiva in quanto ovviamente è stato presentato appello. L’iter del processo andrà per le lunghe com’è normale in tutta Italia e a Prato in particolare.
Nel frattempo il sindaco sembra abbia scritto a Regione e ministero dei Beni Culturali chiedendo di mettere in salvaguardia il bene, naturalmente senza risultato, visto che Soprintendenza e Ministero avevano il potere e il dovere d’intervenire per mettere in sicurezza il monumento fin dal 2009, quando era già privo della copertura a seguito del blocco dei lavori.
Quindi nei prossimi anni  il gioviale sindaco continuerà a baloccarsi con simpatiche ipotesi come quella di trasformare le Cascine in “sede Unesco per l’educazione, la scienza e la cultura” oppure in “centro di ricerca, didattica ed innovazione nel settore dell’agro-alimentare” (magari ricorrendo a costosi studi di fattibilità), fiducioso che presto qualcuno penserà a salvare e poi regalare al Comune la storica struttura.

Invece è evidente che la confisca non è stata una buona notizia ed anzi ha rappresentato la condanna definitiva per le Cascine medicee le cui strutture quattrocentesche sono ormai ruderi, da 9 anni senza protezione. Forse la fattoria in futuro potrà essere malamente ricostruita, ma certamente può considerarsi persa per quello che riguarda i caratteri costruttivi e materici della sua parte più antica.

Infine alcune domande:

  • chi potrà mai partecipare però all’asta del 22 luglio (base d’asta 4,6 milioni), per un immobile che risulta confiscato?

  • anche se inutilmente, si può mettere all’asta un bene confiscato, sia pure con sentenza di primo grado? Evidentemente in Italia si può.

  • che fine hanno fatto i soldi promessi dalla Regione a Biffoni nel protocollo d’intesa del  2014? Su quali progetti sono o saranno impegnati?

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