Protocollo d’intesa

Le promesse di Matteo Renzi da giovane

Un protocollo d’intesa  è un accordo in cui alcuni enti territoriali e amministrazioni pubbliche si coordinano per la realizzazione di attività, opere pubbliche o programmi di intervento.
Tali accordi vengono di solito firmati in gran pompa, a favore della stampa locale che naturalmente prende entusiasticamente per oro colato quello che viene dichiarato in modo altisonante.
In realtà sono carta straccia senza alcun valore legale, nonostante le firme di sindaci e amministratori. Il protocollo d’intesa è in definitiva l’antecedente della politica degli annunci del Premier Renzi.

Prendiamo per esempio il Protocollo d’intesa firmato nel 2011 tra Regione Toscana e Provincia di Prato per  per la costituzione centro di ricerca italo-cinese: risultato niente di niente.
Prendiamo per esempio il  Protocollo d’intesa firmato nel 2014 tra Regione Toscana e Comune di Prato per l’acquisto all’asta allora imminente delle Cascine Medicee: nessun acquisto.

inceneritore 6

Prendiamo per esempio  il protocollo d’intesa fra i Comuni di Firenze, Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino e la Provincia di Firenze sottoscritto 02/08/2005 per la realizzazione dell’inceneritore di Firenze. La firma apposta è quella dai sindaci Leonardo Domenici, Fiorella Alunni e Gianni Gianassi, oltre che del presidente della Provincia Matteo Renzi e del presidente Riccardo Gabellini per l’Ato 6.
Cosa c’è scritto in questo importante documento?

Nel protocollo d’intesa si prende atto della previsione di un “impianto di termovalorizzazione di rifiuti urbani nella Piana Fiorentina” e di conseguenza, dopo una serie di considerazioni su inquinamento e mitigazione dell’impatto ambientale  si decidono le seguenti opere integrative e di mitigazione e compensazione:

  • la realizzazione, delle opere di rinaturalizzazione (boschi della Piana)  prima dell’avvio dei lavori e durante la fase di procedura V.I.A. con il finanziamento della Provincia e del soggetto attuatore;

  • il finanziamento e realizzazione, da parte del soggetto attuatore dell’impianto degli interventi di ottimizzazione della viabilità locale e d’inserimento paesaggistico come condizione irrinunciabile per la costruzione dell’impianto;

  • la realizzazione del tratto ferroviario Osmannoro – Campi, con annessa stazione di Via Palagetta;

  • la pianificazione territoriale condivisa e concertata della porzione di territorio interessato affinché, come suggerito dalla VIS, non siano previste ulteriori funzioni generatrici di traffico;

  • la realizzazione del Parco della Piana a cura della Provincia di Firenze, tramite l’attivazione di uno specifico finanziamento regionale;

  • la demolizione o recupero dell’ex-inceneritore di San Donnino, eventuale bonifica e completa sistemazione a parco dell’area fino al Polispazio, precedente alla realizzazione dell’impianto;

  • la realizzazione di un significativo ampliamento dell’Anpil Querciola;

  • la realizzazione un collegamento ciclabile con il nodo autostradale al fine di rendere visitabili i complessi architettonici di Fagnoni e Michelucci;

  • il rimboschimento delle aree verdi nell’area delle Piagge, con  eventuale esproprio delle aree necessarie al completamento del parco, della viabilità ciclo-pedonale e carrabile interquartiere, dei percorsi pedonali e ciclabili di collegamento tra Le Piagge ed i borghi storici di Peretola, Quaracchi e Brozzi;

  • il completamento della nuova viabilità di circonvallazione-sud dell’Osmannoro, per il tratto che dall’intersezione con via del Cantone si dovrà riconnettere alla vecchia provinciale Lucchese, in prossimità del confine con il Comune di Firenze

  • la realizzazione di un collegamento pedo-ciclabile, in sovrattraversamento di via dell’Osmannoro che connetta le porzioni di parco della piana con l’Università;

  • l’istituzione di un comitato costituito anche da associazioni e comitati cittadini, con la funzione di esercitare il controllo sulle varie fasi di progettazione, costruzione e gestione dell’impianto.

E tanto altro ancora:

  • la realizzazione della passerella ciclo-pedonale tra la Stazione ferroviaria de Le Piagge e il borgo di Mantignano-Ugnano;

  • la realizzazione del collegamento ciclopedonale tra parco Chico Mendes con il parco dei Renai e con il parco delle Cascine;

  • l’ampliamento del parco urbano di Parco della Piana con l’acquisizione dei terreni compresi tra Via Allende e Via Limite;

  • la bonifica delle aree inquinate nell’area de Le Piagge nonché altri interventi nell’ambito del programma d’area (aree a verde pubblico, viabilità di completamento e parcheggi pubblici connessi, sistema di collegamenti ciclo-pedonali, riqualificazione del reticolo viario all’interno di borghi storici di Peretola, Quaracchi e Brozzi);

  • la sistemazione a verde, delle aree residuali in località Maccione;

  • il raddoppio della strada Provinciale Lucchese (Osmannoro) dalla Casa Rossa al Ponte di Maccione, con la realizzazione di una corsia preferenziale per i mezzi di trasporto pubblici, con adeguata illuminazione e completamento della pista ciclabile adiacente compresa la realizzazione del ponte sul Fosso reale e collegamento con la pista ciclabile lungo Viale Primaldo Paolieri;

  • la realizzazione della nuova sede di sorveglianza idraulica dell’Arno e del Bisenzio (“casello idraulico”) attualmente allocata nell’edificio denominato “Il Torrione” in via di Brozzi a Firenze, che sarebbe stato  riqualificazione con funzioni socio-culturali.

Ecco alcune perle del protocollo:
Conseguentemente la realizzazione dell’impianto potrà essere avviata solo a condizione che gli interventi di miglioramento ambientale siano definiti, finanziati, progettati e realizzati, contestualmente alla progettazione, costruzione e gestione dell’impianto stesso“.

” La Provincia, di concerto ed in stretta collaborazione con gli Enti firmatari del presente protocollo, s’impegna a definire e sottoscrivere, prima dell’approvazione del progetto definitivo dell’impianto, un accordo di programma con la Regione Toscana per il finanziamento dell’acquisizione delle aree e della realizzazione del Parco della Piana“.

“La Provincia s’impegna, come condizione irrinunciabile per la realizzazione dell’impianto al finanziamento degli interventi di rinaturalizzazione (Boschi della Piana), sia nei pressi dell’attuale impianto di Case Passerini che dell’area denominata Osmannoro 2000″.

E infine l’incredibile:
”  il riconoscimento di un potere di decisione e controllo sulla società che avrà in gestione l’inceneritore, da parte dei comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, indipendentemente dalle quote societarie da questi possedute”.

Inutile dire che trattasi di carta straccia, nonostante le nobili firme in calce al documento e nonostante gli strombazzamenti della cosiddetta stampa.
Mentre il cantiere per l’inceneritore sembra ormai imminente, nulla è stato fatto o solo progettato delle opere generosamente promesse da Matteo Renzi; anche volendo, poco potrebbe essere realizzato dopo l’avvento dell’aeroporto e dunque nulla verrà realizzato. L’unica cosa che sarà fatta sarà l’inceneritore (e l’aeroporto) e così sarà chiara a tutti la strategia di lungo periodo seguita dai politici e dagli amministratori di questa parte d’Italia e non solo.

PS del 11/11/2016
Per fortuna la sentenza del Tar Toscana ha preso atto di tale situazione e ha annullato l’autorizzazione, anche per la mancata realizzazione delle opere di compensazione previste dal protocollo.

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