Quello che non dicono sul nuovo inceneritore di Firenze (1)

Cosa brucerà l’inceneritore?

inceneritore 1

  • Il nuovo inceneritore di Firenze non brucerà CDR  cioè “combustibile derivato da rifiuto”,[1] ottenuto mediante triturazione, separazione dei metalli ferrosi mediante magneti, asportazione di metalli non ferrosi, asportazione di materiali inerti (vetro, ceramiche, sassi, sabbia).
    Infatti il Piano Interprovinciale Rifiuti, prevede che, “nel caso di raccolte differenziate spinte al 65% , il pre-trattamento non risulta più necessario: infatti la quota residua di rifiuto non differenziato risulta oramai ridotta in quantità e con una composizione tale da assicurare un elevato potere calorifico. L’analisi delle disposizioni del PIR rende quindi non più necessaria la realizzazione della sezione di pre-trattamento a selezione meccanica“.
    Il limite del 65% di raccolta differenziata, anche se non ancora raggiunto, è previsto per legge e quindi il progetto del nuovo inceneritore non prevede più alcun impianto di pre-trattamento, neppure la separazione magnetica dei metalli ferrosi, e brucerà i rifiuti urbani indifferenziati così come arrivano.
     [2]

Cosa significa?

  • che l’inceneritore sarà pronto a ricevere rifiuti qualsiasi, da qualsiasi provenienza, da bruciare subito;

  • che Q.tHermo si risparmia i costi di costruzione dell’impianto di trattamento;

  • che si rinuncia a un passo importante verso l’obiettivo di aumentare la percentuale di rifiuti da destinare al riciclo mediante la rimozione meccanica dei materiali incombustibili dai rifiuti indifferenziati, come è possibile tecnicamente fare [3];

  • che si accetta di avere dopo la combustione una maggior quantità di scorie da smaltire in discarica (circa un terzo di dei peso dei rifiuti immessi)[4];

  • che si bruceranno rifiuti con composizione (e potere calorifico) molto variabile  in funzione della stagione o delle zone di provenienza;

  • che sarà più difficile mantenere costante la temperatura sopra di un certo livello per produrre l’elettricità richiesta e per ostacolare la formazione di diossine;

  • che sarà quindi necessario utilizzare molto metano, aumentando i costi.

 

NOTE:
[1] Oggi chiamato CSS combustibile solido secondario 
[2] Si veda per esempio la relazione tecnica allegata al progetto alla pag. 21: http://server-nt.provincia.fi.it/conoscenza/termo/Integrazioni%2017_12_2014/11/001_AIA001_Relazione%20tecnica_C.pdf
[3] Nei trattamenti più spinti da 100 kg di rifiuti solidi si ricavano solo 33 kg di CDR da bruciare.
[4] A proposito: smaltire in discarica dove e con quali costi?

 

 

Annunci