Perché GIDA ha bisogno dell’inceneritore

INCENERITORE

Dopo il primo flop, Gida annuncia che avvierà un nuovo procedimento di Valutazione d’Impatto Ambientale per il nuovo inceneritore. Dunque l’azienda insiste per costruire un nuovo impianto che sostituisca il vecchio (evidentemente molto pericoloso) con un nuovo che abbia maggior capacità.  I motivi sostanzialmente sono due.

  • I reflui che giungono ai depuratori di Gida risultano dal mescolamento degli scarichi civili e di quelli industriali, a causa delle scelte delle amministrazioni degli anni ’70. Da questo sistema fognario misto derivano fanghi di depurazione particolarmente inquinati da composti chimici di origine industriale che rende impossibile il loro utilizzo per uso agricolo, come risulta possibile in altri ambiti territoriali.

  • Il sistema fognario pratese che ha utilizzato il sistema delle gore invece di creare nuovi collettori, risulta molto costoso, anche a causa del gran volume dei liquami causato dalla presenza in fognatura delle acque superficiali e delle acque derivate dal Bisenzio.
    Molto costosi sono anche le attività di depurazione e gestione del quasi inutile acquedotto industriale.
    La necessità di coprire una parte di questi costi ha portato Gida a sviluppare sempre di più il business della depurazione dei fanghi altrui. In particolare Gida tratta i residui delle fosse biologiche portate a Prato dagli spurghisti di mezza Toscana, ma anche di Lazio, Puglia ed Emilia Romagna.
    Gida si occupa anche del  servizio di trattamento dei percolati provenienti dalle discariche di Case Passerini, Certaldo e Bilancino, e tanti altri impianti.
    Tutto questo crea montagne di fanghi non provenienti dal comprensorio pratese, che necessitano di un nuovo e più grande inceneritore che possa risolvere i problemi di bilancio di Gida, finora coperti dal contributo provinciale.

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