Consiag Corporation

Il Consiag, azienda partecipata da enti locali, tra cui il Comune di Prato, ha acquistato e detiene azioni della Banca Popolare di Vicenza per un valore di circa oltre 9 milioni di euro che, dopo le perdite, è sceso a circa 930.000 euro .
Ora molti chiedono le dimissioni dell’attuale presidente e l’avvio di azioni di rivalsa nei confronti del consiglio di amministrazione. Ma questo non sembra bastare.

In realtà la vicenda conferma come Consiag non sia più una società partecipata che fornisce servizi di pubblico interesse.

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Non fornisce più i servizi acqua e gas. Si tratta di una scatola vuota che limita a controllare o partecipare altre importanti aziende del settore energetico, idrico e dei servizi pubblici locali, senza gestire più niente in proprio.
L’azienda oggi è una corporation, senza alcuna base produttiva, dedita solo al controllo di partecipazioni azionarie, alla raccolta di utili, da passare poi ai Comuni o da destinare alle alle attività finanziarie speculative, come dimostra le vicende delle azioni BPV. Come tale è assolutamente inutile, anzi la più inutile tra le  tantissime società partecipate o controllate dal Comune di Prato. Interponendosi, come tramite di potere, tra i 23 comuni soci e le aziende di gestione dei servizi, Consiag limita le capacità decisionali e di controllo delle amministrazioni comunali sui servizi diretti ai cittadini. In tale veste Consiag ha sempre  avvallato tutti i processi di privatizzazione dei beni comuni, come l’acqua.

Dunque non bastano le dimissioni di qualcuno, occorre proprio la dismissione dell’intera società per azioni che si interpone tra le aziende di gestione e gli interessi collettivi rappresentati dai comuni soci, lasciati quanto più possibile ai margini di tutto quello che riguarda i rapporti e le scelte relative ai servizi in affidamento.

Di fronte a questo ennesimo scandalo, l’unica scelta seria delle amministrazioni comunali proprietarie di Consiag spa sarebbe la sua liquidazione, assumendo in proprio la partecipazione azionaria in Publiacqua, in Estra, in Consiag Servizi ecc.
In tal modo si metterebbe finalmente la parola a questo centro di potere improprio, parallelo alla struttura politico-amministrativa di Comune e Provincia, che tanto ha condizionato la vita politica a Prato.

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