Un ponte fantasma (2)

 

1^puntata : una passella in legno

2^ puntata: un ponte in ghisa

 

Copia di 600_439

Se realizzato sarebbe stato il ponte più bello della Toscana.

Erano gli anni, tra il 1809 e il 1813, in cui a Poggio a Caiano regnava la disinibita Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone. Anch’essa, come il granduca Ferdinando costretto temporaneamente all’esilio, manifestò l’esigenza di avere un collegamento diretto tra la villa e le Cascine per spostarsi all’interno dei possedimenti senza passare dalle strade pubbliche. In tal modo avrebbe potuto recarsi a godersi il fresco nel bosco delle Pavoniere comodamente in carrozza, magari in compagnia del suo amante del momento, il violinista Niccolò Paganini, alloggiato in una delle case di via Cancellieri.

Per rendere possibile questo desiderio era necessario costruire un nuovo ponte vicino a quello del Mulino. A progettarlo fu chiamato l’architetto di corte, Giuseppe Manetti (1761-1817), uno dei più importanti architetti neoclassici italiani del XIX secolo. Tra le sue opere la sistemazione delle Cascine di Firenze.

1812

La tavola di progetto mostra l’ubicazione del nuovo ponte a circa 100 metri dal ponte del Mulino. Il corso dell’Ombrone all’epoca non era stato ancora rettificato

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La tavola di progetto che mostra la struttura costruttiva in metallo

Engunity

Il ponte di Coalbrookdale può dare l’idea dell’aspetto del ponte di Poggio a Caiano, se fosse stato realizzato

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Il ponte d’Austerlitz

Così, nel 1812, venne progettato un ponte metallico ad un solo arco che sarebbe stato il primo realizzato in Italia secondo un modello iniziato con il famoso ponte di Coalbrookdale in Inghilterra e un altro episodio del grande interesse della cultura toscana dell’inizio Ottocento per le novità tecnologiche.

Giuseppe Manetti si fece aiutare nel progetto dal figlio Alessandro che qualche anno dopo costruì il ponte sospeso posto a poche centinaia di metri dal sito di progetto. In quegli anni Alessandro Manetti (1787-1865) era allievo alla Scuola Imperiale di applicazione dei Ponti e Strade a Parigi, in contatto con tutte le innovazioni tecniche del momento. A Parigi ebbe la possibilità di studiare il ponte d’Austerlitz, costruito con cinque archi in metallo, tra il 1800 e il 1806 e demolito nel 1855.[1]

Il ponte parigino è stato il modello per il progetto di Poggio a Caiano che mostra un ponte ad un solo arco ribassato di 24 metri di luce, formato da sei arcate parallele in ghisa ognuna delle quali composta da elementi (conci) costituiti da telai gettati in ghisa (che dovevano sopportare gli sforzi di compressione) tenuti insieme da elementi in ferro fucinato.[2]

Dopo due anni dal progetto la battaglia di Waterloo cancella i Bonaparte dalle corti di Europa e il ponte non sarà realizzato. Ci restano due bellissimi e colorati disegni di progetto (con le didascalie in francese) che mostrano una grande sicurezza progettuale, inconsueto frutto della collaborazione tra un padre di formazione accademica ma sempre sperimentale e un figlio affascinato dalle innovazioni tecniche e arrivato da Parigi, magari durante le vacanze, a dare una mano al padre.

Dopo il ritorno dei Lorena si continuerà a pensare a come realizzare il ponte con altri progetti.

-segue-

Note
[1] R.Masiero, D. Zannoner, L’ingegneria dei ponti e le nuove sfide del costruire in Il Contributo italiano alla storia del Pensiero – Tecnica- Treccani, 2013
[2] L. Zangheri, Alla scoperta della Toscana lorenese, 1984

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