Non è una pista ciclabile (1)

Pratilia- Piazza San Marco

via Castagno 3

Non è una ciclabile: biciclette e pedoni sullo stesso marciapiede, per fortuna deserto.

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incrocio via Baldanzi – la pista ciclabile finisce all’incrocio e ricomincia dall’altra parte: si attraversa con la bicicletta portata a mano

Incrocio via Torelli- la segnaletica di attraversamento manca sia per i pedoni che per le bici

Via Pelagatti- restringimenti, ostacoli, cambi di direzione impossibili

Via del Castagno – segnaletica orizzontale

Camera di Commercio- non sembra una ciclabile

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Via del Castagno- scarsa visibilità negli attraversamenti

Tutti sanno che le piste ciclabili di Prato non siano da considerarsi tali.
Quasi nessuno dei tratti realizzati può considerarsi funzionale ad una viabilità sostenibile. Ogni tratto realizzato serve solo alla vanità degli assessori alla mobilità in carica per vantarsi degli oltre 50 Km della rete delle ciclabili.
Alcuni percorsi come quelli lungo il Bisenzio sono utili per passeggiate domenicali. Tutti gli altri sono soldi pubblici sostanzialmente buttati via per opere inutili, anzi dannose, se non altro perché se poi nei fatti non sono utilizzate,  alimentano nella comunità l’ostilità verso la loro realizzazione e la convinzione che andare in bicicletta in città non sia possibile.
Tuttavia uno dei percorsi ciclabili più recenti rappresenta un esempio insuperabile di tali sprechi e merita un’analisi approfondita.

Nel 2012  furono annunciati i lavori del nuovo percorso ciclabile che doveva collegare via Fiorentina (area ex Pratilia) con  piazza San Marco, per una lunghezza pari a 1.500 metri. Nel dicembre 2012 fu approvato dalla Giunta Cenni il progetto esecutivo  di quest’opera che doveva “unire la periferia con il centro storico snodandosi in un’area ad alta concentrazione abitativa e migliorando l’accessibilità a strutture pubbliche come scuole, uffici e servizi pubblici”. Inutile dire che la nuova ciclabile avrebbe dovuto nientemeno contribuire alla costruzione di una mobilità alternativa, più pulita e più sostenibile sia dal punto di vista dell’ambiente che da quello economico”.

L’investimento previsto fu di 200mila euro. Si disse che i soldi venivano dagli oneri del nuovo centro commerciale Esselunga, ma in realtà furono reperiti con un mutuo.
Nel maggio del 2013 furono aggiudicati i lavori con un ribasso del 37% e un importo di circa 123milaeuro.
Nell’estate 2013 il primo tratto (via Vai, via del Castagno, via Pelagatti) era già finito e per metterlo in sicurezza si procedette alla modifica alla viabilità su via Zarini con un nuovo semaforo. Il tratto adiacente alla Camera di Commercio, fino a via Baldanzi,  fu realizzato nell’ambito del cantiere della nuova sede.
Nei mesi successivi  i lavori proseguirono per il secondo tratto: via Niccoli, via Flaminio Rai, via Pomeria per sfociare in piazza San Marco e da qui collegarsi, davanti alla Coop, con la rete delle piste ciclabile esistenti.
Nel febbraio 2014 fu approvata una variante per collegare il percorso anche con la biblioteca lazzeriniana, riportando il totale dei lavori a 200mila euro.
Da quel momento nessuna notizia e nessuna inaugurazione. Ora la ciclabile sembra apparentemente finita. Io passo dall’area in questione, in macchina e a piedi, più volte al giorno e mai, sottolineo mai in tanti mesi, ho visto una bicicletta circolare sulla pista ciclabile, desolatamente vuota.

Provando a percorrerla i dubbi aumentano.
Si tratta di un percorso frammentato e scarsamente riconoscibile sia per i ciclisti che per gli automoilisti. In rapida successione troviamo tratti in sede propria, delimitata da un doppio cordolo con alberelli e tratti su marciapiede i cui le biciclette dovrebbero coesistere con i pedoni, senza protezione laterale verso la carreggiata veicolare.
Alcuni tratti sono sul lato destro della carreggiata e altri sul lato sinistro con pericolosi attraversamenti a causa di scarsa visibilità, in particolare su via del Castagno dove la carreggiata è diventata molto stretta, i lati occupati da macchine parcheggiate e cassonetti, il traffico intenso e veloce. Due attraversamenti pedonali sono piuttosto pericolosi, dato che la visibilità è limitata a causa delle auto in sosta. Un tratto su via Niccoli costeggia un edificio abbandonato e pericolante. La segnaletica è scarsa e poco chiara, a volte mancante. I passi carrabili che interessano la pista numerosissimi, come i restringimenti e i cambi di direzione.

Ma i veri dubbi sono  altri:

  • La pista rispetta la normativa?

  • Qual è il senso di marcia consentito?

  • L’opera si può considerare completata?

  • I 200mila euro sono giustificati dalla dubbia utilità dell’opera, in tempi di risorse così scarse?

  • Si prefigurerebbe il danno erariale se l’opera non fosse a norma?

  • Quali le responsabilità per l’Amministrazione Comunale in caso d’incidente?

Seguono approfondimenti

 

 

 

 

 

 

 

 

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