I misteri dell’acqua in Toscana: Ingegnerie Toscane Srl

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Nel 2011 Publiacqua ha partorito la controllata Ingegnerie Toscane srl insieme all’altra società di gestione Acque SpA (Pisa) e senza una delibera di assenso delle Autorità d’Ambito.  La società dovrebbe occuparsi della progettazione degli interventi e delle opere, della direzione dei lavori, degli appalti, del monitoraggio delle reti e di tutte le incombenze tecniche di cui normalmente si occupa un ufficio tecnico interno. Già al momento della sua nascita aveva suscitato i dubbi motivati del Forum per l’Acqua pubblica  e le caute perplessità dell’ATO Medio Valdarno.
Come funziona la faccenda ?
Verrebbe da riflettere come il proliferare di aziende di scopo nate da presunte esternalizzazioni siano funzionali per affollare Consigli d’Amministrazione con vecchi politici in declino o giovani politici in ascesa, ma in  questo caso  i due gestori del servizio idrico del medio Valdarno e del basso Valdarno, esternalizzando i servizi tecnici prima interni alle due strutture, sembrano perseguire altri obiettivi:

  • Publiacqua Spa e l’altro azionista  Acque Spa, affidano alla società controllata incarichi di progettazione e altri incarichi di natura tecnica, con costi superiori del 40% ai valori di mercato.

  • Questo lo dice l’Autorità Idrica e sulla questione risulta aperto un contenzioso presso il Tar Toscana.

  • Grazie a tali costi gonfiati, oggi Ingegnerie Toscane srl  vanta utili sostanziosi:  2.627.082 euro nel 2014  e 2.124.374 euro nel 2013.

  • L’espediente ha come effetto l’aumento di oltre due milioni l’anno degli utili da distribuire ai soci privati e anche ai comuni sotto forma di elemosine a pioggia.

  • Aumentano altrettanto fittiziamente, ma di cifre ben maggiori, i costi del servizio di gestione, con le spese di tecniche, di monitoraggio e di progettazione, gonfiate e inserite negli investimenti contrattuali.

  • I costi e gli “investimenti” finiscono più o meno direttamente in bolletta attraverso la determinazione periodica della tariffa.

  • A questo punto occorre ricordare come entrambe le società di gestione dell’acqua abbiano un socio privato che dovrebbe essere minoritario ma che di fatto ha le redini della società: si tratta, sotto varie forme, di Acea S.p.A.

  • Tali utili e tali spese, vengono dunque utilizzate  per aumentare i vantaggi di Acea spa e  sorgono strumentalmente, visto che se gli uffici tecnici fossero ancora interni alle società, non sarebbe necessario affidare quei servizi a una società che ha un bilancio distinto e separato e che deve fare utili.

  • Affidare i servizi tecnici alla propria controllata a prezzi gonfiati del 40% rappresenta una turbativa del mercato in quanto si impedisce ad altri operatori (studi di progettazione e società d’ingegneria)  di partecipare a gare indette direttamente da Publiacqua e di evidenza pubblica, a prezzi concorrenziali. A maggior ragione visto che Ingegnerie Toscane srl in realtà affida poi i servizi  in subappalto. Nel solo 2015 la società ha gestito oltre duecento gare, trasformandosi di fatto in una di quelle stazioni di appalto la cui proliferazione viene tanto deprecata. La maggior parte delle gare risulta con un solo partecipante e moltissime riguardano importi di € 39.900, fissati strumentalmente per evitare il limite di € 40.000 che rende necessario il controllo dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici.

  • Esternalizzare attività ad alto valore tecnico e economico quali progettazione, controllo della qualità delle acque, direzione lavori, telecontrollo, ricerca e nuove tecnologie, controllo sicurezza, svuota le aziende di gestione del servizio idrico integrato di tutte le funzioni proprie della gestione stessa, mettendo un ulteriore ostacolo sulle opportunità di invertire rotta a fine concessione nel 2021 e mortificando il patrimonio di conoscenze e capacità tecniche delle vecchie municipalizzate che ha costruito un elemento qualificante del servizio idrico in Toscana.

 

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