Legge incostituzionale

 Prefettura – Ufficio Territoriale del Governo di Firenze
Ufficio del Rappresentante dello Stato
Via Cavour, 1
Firenze

Si sottopone all’attenzione del sig. Prefetto, nella sua veste di Rappresentante dello Stato per la Regione Toscana, quanto segue:

  • La sentenza n. 93/2013 della Corte Costituzionale, ha dichiarato incostituzionali gli allegati alla Legge della Regione Marche n. 3/2012, nella parte in cui una serie di progetti erano esonerati dalla Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA) unicamente in base a soglie numeriche relative alla potenza o all’estensione territoriale degli impianti e non già alla luce dei criteri di cui all’allegato III della direttiva 2011/92/UE e in particolare dall’art. 4, paragrafo 3, fra i quali vi sono: “1) le caratteristiche dei progetti, che devono essere considerate tenendo conto, in particolare, delle loro dimensioni, del cumulo con altri progetti, dell’utilizzazione di risorse naturali, della produzione di rifiuti, dell’inquinamento e disturbi ambientali; 2) la localizzazione dei progetti, così che la sensibilità ambientale possa essere considerata tenendo conto, in particolare, dell’utilizzazione attuale del territorio e delle capacità di carico dell’ambiente naturale; 3) le caratteristiche dell’impatto potenziale, con riferimento, tra l’altro, all’area geografica e alla densità della popolazione interessata“.
  • La legge della RegioneToscana n. 10 del 12 febbraio 2010,  sul punto ha contenuto analogo  a quella marchigiana, essendo stata proprio la prima legge che, innovando il contenuto della precedente legge 7/2004 ha introdotto, per esempio, l’esenzione da VIA per gli impianti a biomasse al di sotto della soglia di 1 MW senza riguardo per ulteriori caratteristiche relative alla localizzazione, come invece prescritto dalla direttiva 2011/92/UE e dalla precedente e analoga 85/337/CE.
  • Sulla base della sentenza della Corte Costituzionale di cui sopra, il Tar Toscana con sentenza n.1071/2015 ha annullato le autorizzazioni per la realizzazione di una centrale a biomasse a Monticiano a meno di un chilometro dalla famosa Abbazia di San Galgano, per la quale,  come previsto dalla L.R. 10/2010, non era stata richiesta la VIA in quanto di potenza inferiore a 1 MW.
  • Il principio della necessità di non limitare i motivi di esclusione della VIA a soli aspetti dimensionali era già stato espresso anche da altre sentenze della Giustizia amministrativa, per esempio la sentenza Consiglio di Stato, sez. IV,  n. 4727/2014.

Dunque la Corte Costituzionale e il Tar Toscana hanno affermato in maniera inequivocabile che la corretta applicazione della direttiva 2011/92/UE  impone al legislatore regionale di tenere conto, in sede di definizione dei progetti che vanno sottoposti o esonerati dalla VIA, dei criteri di cui all’allegato III alla direttiva 92/2011 e non solo delle dimensioni.

Tale decisione non può che porre   il problema della costituzionalità della legge e il contrasto della legge medesima con la direttiva 85/337/CE (che, sul punto, è sostanzialmente analoga alla successiva direttiva 92/2011, entrata in vigore successivamente alla citata legge regionale 10/2010).

Visto che la legge regionale suddetta ha portato all’approvazione di dubbia legittimità di vari impianti (in particolare di centrali a biomasse di 1 MW) e potrebbe nel futuro fare altrettanto.
Visto che  la Regione Toscana non ha assunto  provvedimenti conseguenti alle sentenze sopra riportate, modificando  la L.R.10/2010, si sottopone alla valutazione del Rappresentante dello Stato l’incongruenza sopra descritta, auspicando che possa essere risolta con opportune azioni, tese ad aumentare il livello di tutela ambientale attraverso l’applicazione del principio di precauzione proprio del diritto Comunitario.

Salvatore Gioitta

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