I misteri di Publiacqua: i pozzi (inquinati)

Publiacqua preleva dall’ambiente 167.418.992 metri cubi, anche se poi ne fattura solo 85.089.512 (dati 2011)

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Il territorio servito da Publiacqua

Di tale grande quantità di acqua solo poco più di 10,000.000 mc viene prelevato da pozzi; una piccola percentuale (un misero 6%) che risalta molto rispetto agli altri gestori toscani e non toscani per i quali il prelievo dalla falda mediante pozzi è sempre prevalente rispetto a quello da corsi d’acqua. A livello nazionale 84,8%  dell’acqua  proviene da falde sotterranee e solo il 15,1% da acque superficiali (fiumi, laghi, sorgenti) con una proporzione inversa rispetto al territorio del medio Valdarno gestito da Publiacqua (dati 2012). Praticamente tutto il territorio dipende dal lago di Bilancino e dal suo livello.

Questo nonostante la società disponga di quasi 500 pozzi soprattutto nella piana Firenze- Prato- Pistoia, praticamente quasi tutti chiusi,  inutilizzati e in abbandono.
Sicuramente ci saranno delle inoppugnabili ragioni tecniche e tuttavia risaltano due questioni evidenti:

  • la falda nella piana, e soprattutto a Prato, si innalza sempre di più a causa del calo degli emungimenti;

  • quasi ogni anno le crisi idriche causate da periodi prolungati di mancanza di precipitazioni costringono Publiacqua a drastici misure restrittive nella fornitura con disagi per molti centri abitati.

Pertanto l’unico motivo plausibile del mancato uso dei pozzi è che l’inquinamento della falda è ormai fuori controllo e che Publiacqua non intende spendere per la difficile depurazione delle acque sotterranee. Dunque Publiacqua dovrebbe essere chiamata a chiarire pubblicamente questo paradosso apparentemente incomprensibile  e magari a fornire dati certi sull’inquinamento della falda e sugli interventi (non previsti nel piano degli investimenti fino al 2021) necessari a rendere utilizzabile la grande quantità d’acqua sotto di noi.

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