L’ignoranza al potere

L’ignoranza in Italia ha sempre avuto tanto spazio, anche nell’amministrazione pubblica, facendo più danni della corruzione.

Oggi ne abbiamo un esempio chiaro in Toscana e a Firenze, una città da decenni stretta tra appetiti imprenditoriali, degrado urbano, consorterie, smodate ambizioni e ignoranza travestita da retorica.
Oggi è possibile che un Presidente della Regione definisca un “dettaglio”  il rapporto tecnico avverso al nuovo aeroporto redatto dai tecnici competenti e specialisti dei vari settori, nominati dalla Regione. Evidentemente per ignoranza o incapacità di intenderne il contenuto.
Oggi si continua a negare l’evidenza relativamente agli impedimenti tecnici che hanno fatto diventare il sottoattraversamento TAV una vergogna mondiale. Chi osava dubitare dell’intervento ha portato per tempo tutti i dati necessari a capire, ma l’ignoranza proterva dei decisori non aveva gli strumenti culturali per comprenderli.
Oggi è possibile che un monumento del XV secolo, opera del maggior architetto dell’epoca, parte di un disegno territoriale voluto da Lorenzo il Magnifico a Poggio a Caiano, sia abbandonato alla distruzione degli agenti atmosferici e dei vandali a causa dell’ignoranza di chi pensava che potesse essere trasformato in miniappartamenti.
Oggi è possibile che, ignorando ogni principio di economia e di tutela. si continui a vedere il turismo di massa come unico volano economico per la città di Firenze.
Oggi è possibile che il sindaco, anzi il Visconte di Firenze, abbia dato corso alla svendita di edifici pubblici e alla compromissione di altri edifici privati che rappresentano importanti monumenti storici e artistici. Evidentemente per ignoranza del loro valore, nonostante egli stesso sia stato docente, assenteista, al corso di laurea in Storia e tutela dei beni artistici.
Nardella ha già venduto il palazzo Vivarelli Colonna, sede dell’Assessorato alla cultura; contemporaneamente ha tenuto per sé la delega, abolendo così di fatto l’assessorato.
Ha venduto anche il Teatro Comunale e l’istituto Demidoff; l’ex Tribunale in piazza San Firenze è stato ceduto per 29 anni alla Fondazione Franco Zeffirelli; la villa rinascimentale di Rusciano messa in vendita a 8 milioni per essere trasformata in albergo.

Il sindaco e l’ex assessore Meucci (ora in consiglio regionale) hanno agito anche da promotori immobiliari anche per molti beni privati o di altri enti pubblici, lasciando da parte la tutela e promettendo cambi di destinazione facili (art.25 del Regolamento Urbanistico) in cambio di denaro.
Tra gli esempi di mancata tutela il palazzo delle Poste progettato da Michelucci, la Manifattura Tabacchi, il Monte dei Pegni e tanti altri.

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Un caso risalta tra gli altri, in quanto citato nella lettera di diffida che l’Unesco  ha inviato al Comune lamentando il degrado e la cattiva gestione della città.
Si tratta della Rotonda di Santa Maria degli Angeli, progettata in vecchiaia da Brunelleschi, citata da tutti i manuali di Storia dell’Architettura di tutto il mondo e il cui valore trova ragione nell’influenza che l’opera, lasciata incompiuta, ebbe sugli architetti per oltre un secolo, anticipando le ricerche progettuali sulla pianta centrale che portarono al primo progetto di San Pietro.  
[1]

Attualmente la proprietà della Rotonda risulta misteriosa, posto che già nel 2009 la stampa ne annunciò la vendita a privati da parte dell’Associazione mutilati e invalidi della Grande Guerra. Vendita probabilmente illegittima e annullata visto che comunque l’immobile risulta oggi nuovamente in vendita a trattativa privata insieme al resto del complesso conventuale, per il quale il Comune di Firenze sta agevolando i cambi di destinazione al fine di giungere al riuso di tutto il convento che comprende tante altre importanti testimonianze storiche. L’Associazione mutilati e invalidi della Grande Guerra (ente proprietario inutile e ignorante) vuol vendere tutto con destinazione alberghiera o residenziale, nell’ambito di un intervento progettuale più vasto che comprende un parcheggio interrato, inutile e ignorante, in piazza Brunelleschi (idea di Marco Carrai) che gli abitanti combattono da anni, e un pretenzioso e ignorante edificio dell’Università proprio di fronte alla Rotonda.  [2]
brunelleschi

L’Unesco ha messo in guardia l’amministrazione comunale, ma l’ignoranza giunta in un posto di potere, sia che si tratti del seggio di Sindaco che in quello di mediocre funzionario della Soprintendenza, ascolta solo la voce del denaro e non quella della conoscenza.

NOTE

[1] Per la verità anche l’Unesco non brilla molto nella conoscenza di tale monumento indicandolo come “prototipo sperimentale in scala ridotta della cupola di S. Maria del Fiore” mentre è risaputo che la cupola era in costruzione già da 14 anni e vicina al compimento (nel 1436)  al momento di progettare la Rotonda nel 1433; a dimostrazione che l’ignoranza avanza.

[2] L’orrendo progetto dell’Università dimostra che l’ignoranza non risparmia gli architetti, soprattutto se molto vecchi e carichi di onori.

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