Un’opera antistorica

Breve cronistoria dell’aeroporto di Firenze:

  • Nel 1938, fu realizzata una pista asfaltata lunga mille metri, in direzione nord-est per motivi legati ai venti prevalenti.

  • Nel 1958 si aprì un ampio dibattito sul futuro dell’aeroporto e si pensò di trasferirlo altrove per favorire l’espansione urbanistica di Firenze con un centro direzionale e un parco.

  • Il Piano Regolatore del 1962 non prevedeva più la presenza dell’aeroporto di cui era previsto lo spostamento. Lo stesso faceva lo Schema di Piano Intercomunale che tentava di coordinare lo sviluppo urbanistico dell’intera piana.

  • Nel 1978, con il voto contrario unanime del Consiglio Comunale di Prato, tramontò definitivamente l’ipotesi di trasferire l’aeroporto nella piana pratese.

  • La scelta di mantenere l’aeroporto rese necessarie alcune scelte urbanistiche e politiche importanti prese con l’accordo di tutte le amministrazioni interessate. Nel 1978 (un anno cruciale) fu stabilito definitivamente e indiscutibilmente in un incontro organizzato a Tirrenia dalla Giunta Toscana, un sistema integrato in cui Pisa fosse l’aeroporto internazionale della Regione Toscana e Peretola rimanesse come aeroporto di “terzo livello” per i collegamenti nazionali.

  • Sempre nel 1978 il Sindaco di Firenze Gabbuggiani portò avanti una lunga battaglia con il Ministero dei Trasporti affinché questo rispettasse gli impegni presi: trasformazione dell’aeroporto di Pisa in “aeroporto continentale della Toscana”, miglioramento dei collegamenti con Pisa e ammodernamento della pista di Peretola con ampliamento dei piazzali di sosta e installazione delle assistenze luminose notturne.

  • Ancora nel 1978 le ferrovie presentarono il piano per l’allaccio ferroviario tra la stazione ferroviaria di Pisa e l’aeroporto “Galilei” e per le modifiche al tratto Firenze-Pisa da farsi con i soldi stanziati precedentemente per lo spostamento dell’aeroporto a San Giorgio di Prato.

  • Nel 1979  si avviò una variante al Piano Regolatore di Firenze che consentisse l’adeguamento e l’allungamento  della pista e che non danneggiasse le previsioni per gli insediamenti universitari previsti nella piana di Sesto.

4- prg 1962 (1)

Il PRG 1962 di Firenze, senza aeroporto

Dunque già nel 1962 Giorgio La Pira e Edoardo Detti, urbanista e assessore, si erano resi conto dell’impossibilità di avere un aeroporto così vicino alla città.
Dunque alla fine degli anni ’70 gli organi della democrazia rappresentativa presero delle decisioni definitive, giuste o sbagliate (o per meglio dire di compromesso), che decisero il futuro del sistema aeroportuale toscano e del territorio ad Ovest di Firenze.
Dunque in quel periodo fu decisa e tutelata la realizzazione del Polo Universitario che ha reso necessari negli anni investimenti pubblici assai rilevanti.

Oggi è possibile modificare tali decisioni seguendo le legittime procedure previste dalla legge? Certamente! Ma solo tenendo conto di quanto è successo negli ultimi trenta anni.

Pretendere di ritornare indietro, annullando decisioni di lunga durata prese da amministrazioni legittimamente elette (che in una democrazia rappresentativa equivalgono alla volontà popolare), credendo di trovare il territorio libero come lo era negli anni ’70 è una presunzione antistorica e antidemocratica.

Se nel 1978 si fossero prese altre decisioni oggi sul territorio non ci sarebbero l’Università, i centri commerciali, le industrie, le reti infrastrutturali, la scuola/caserma dei marescialli, le strade e gli altri insediamenti che rendono impossibile la realizzazione dell’aeroporto. 

Invece tutte queste cose ci sono; la piana si è saturata; si è creata un’unica conurbazione tra Prato e Firenze; e ecco dunque che il nuovo aeroporto di Firenze è un’opera antistorica e impossibile.

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