Un’altra piccola bugia

I proponenti del nuovo aeroporto di Firenze rifiutano di prendere in considerazione ogni confronto non solo in merito alla conformità del progetto alle norme urbanistiche vigenti, ma anche relativamente al Piano di rischio per il nuovo Aeroporto di Firenze.
Anche nelle integrazioni e nelle controdeduzioni prodotte nel corso dell’iter di Valutazione Ambientale si continua a rispondere alle osservazioni rimandando alla competenza di ENAC  e al  recepimento del piano negli strumenti urbanistici dei singoli Comuni.

Praticamente ENAC, proponente dello studio d’Impatto Ambientale, rifiuta di confrontarsi su una grave problematica, rimandando alla sola propria e indiscutibile competenza  e alla “competenza” dei comuni che dovranno semplicemente adottare forzatamente dei vincoli sovraimposti.

Infatti il Piano di rischio e le zone di tutela non dipendono da successivi approfondimenti, ma sono già determinate, in quanto dettagliatamente prescritte dal  Regolamento per la costruzione e l’esercizio degli aeroporti (edizione 2014).

Riassumendo tali prescrizioni, nelle zone di tutela A, B, C e D vanno evitati:

  • nuovi insediamenti ad elevato affollamento, quali centri commerciali, congressuali e sportivi a forte concentrazione, edilizia intensiva, ecc… ;

  • nuove costruzioni di scuole, ospedali e, in generale, obiettivi sensibili;

  • nuove attività che possono creare pericolo di incendio, esplosione e danno ambientale.

piano di rischio

Le aree di tutela (a, B, C, D, con l’indicazione di alcune delle attività in contrasto con i vincoli

Tali divieti non si applicano però alle attività esistenti, anche se in contrasto con i vincoli (anche se in seguito Enac avrà il potere di ordinare lo spostamento di quelle più pericolose, con quali soldi poi si vedrà).
Per tale motivo, visto che l’aeroporto non esiste ancora e si sta decidendo se costruirlo o non  costruirlo, si deve considerare il livello di rischio relativo alla situazione esistente e questo deve essere fatto all’interno della Valutazione d’impatto Ambientale, visto che i rischi d’incidente riguardano la salute e la protezione della popolazione .
Sull’area interessata dai vincoli insistono le seguenti attività che, se non già esistenti, non potrebbero essere realizzate e pertanto rappresentano sicuramente fonti di pericolo:

  • 6 distributori di benzina

  • 4 industrie farmaceutiche e chimiche (Alpha ecologia, Kruger, Baxter, Sun Chemical)

  • 5 centri commerciali (Metro, Ikea, Unieuro, Ingromarket, Groma Center)

  • 2 alberghi

  • 1 consorzio agrario che immagazzina prodotti chimici pericolosi

  • 1 centrale di trasformazione elettrica

  • 1 scuola materna

  • 1 casello autostradale

  • 1 chiesa

  • 1 caserma

  • 1 inceneritore (che ancora deve essere realizzato, ma che ENAC considera già esistente)

  • 1 cimitero

  • 2 campi sportivi

  • 2 autogrill

  • diversi edifici universitari

Come si può vedere abbondano i rischi di incendio e di danni ambientali catastrofici in caso d’incidente aereo e tantissime anche le attività con possibile affollamento.

Oltre alle precedenti attività, individuate con un pallino giallo sul piano di rischio, nelle varie zone di tutela si trovano anche:

  • innumerevoli insediamenti produttivi a carattere intensivo (tra cui il nuovo Pignone e l’area intorno alla Metro affollata di imprese cinesi);

  • numerosi insediamenti commerciali a carattere intensivo  e ad elevato affollamento;

  • molti insediamenti  direzionali a carattere intensivo;

  • ampie zone residenziali a carattere intensivo.

Tutte attività vietate.
Dunque non è vero che non si possa discutere del Piano di rischio. Questa è un’altra “piccola bugia” che si aggiunge alle altre.
Il Piano di rischio è già definito nei suoi confini e qualcuno dovrebbe spiegarci come si intende far convivere il nuovo aeroporto con la possibilità di incidenti catastrofici.
Cominciamo dunque a chiedere chiarimenti. Per esempio quali di queste attività ENAC chiederà di rimuovere e
con i soldi di chi?

vedi anche:

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