Un architetto sfortunato

Giuseppe Valentini è il più importante architetto pratese tra XVIII e XIX secolo, anche se la sua opera è poco conosciuta fuori dalla sua città.

Eppure lo possiamo considerare anche un architetto sfortunato: in molti progetti è difficile distinguere il suo apporto da quello di altri e molte sue opere non si sono conservate, soprattutto fuori Prato.
Tra queste spicca la La Chiesa di S. Maria del Buon Consiglio, posta nel centro di Firenze, nell’odierna piazza Strozzi, detta in passato piazza delle Cipolle perché per secoli vi si era svolto il mercato delle verdure.

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La chiesa accanto a palazzo dello Strozzino in una foto ottocentesca che doveva documentare lo stato dei luoghi poco prima delle demolizioni (1893).

Nonostante le modeste dimensioni, fu sicuramente per Valentini una commissione prestigiosa, non solo per la posizione ma anche perché il nuovo oratorio andava a sostituire uno dei più antichi edifici di Firenze, la chiesa di S. Maria degli Ughi, fondata forse nel IX secolo, denominata anche Santa Maria Primerana perché era comune tradizione, seppure errata, che fosse stato il primo duomo della città, forse a causa del privilegio che aveva di suonare le campane all’alba nel giorno del Sabato Santo. La chiesetta medievale fu sconsacrata nel 1785, destinata ad usi profani e lasciata in stato di abbandono.

Nel 1816 l’architetto Giuseppe Valentini fu incaricato di restaurarla dal nuovo proprietario Filippo Strozzi, esponente dell’antica famiglia che ancora possedeva il grandioso Palazzo Strozzi posto di fronte e quello più modesto detto Palazzo dello Strozzino, posto accanto alla chiesa. I lavori per trasformarla in cappella di famiglia comportarono praticamente la ricostruzione completa, con l’avanzamento della facciata e il rifacimento degli interni di cui non rimane documentazione grafica o fotografica.

L’edificio del Valentini  venne demolito, dopo meno di un secolo, alla fine dell’Ottocento, assieme a costruzioni attigue, per permettere l’allargamento di una strada e la sistemazione monumentale dell’area attorno al Palazzo Strozzi, nell’ambito del rinnovamento urbanistico che investì l’intera zona centrale della città.

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Piazza delle Cipolle prima delle demolizioni..

Nelle foto d’epoca la modesta chiesetta mostra un’armoniosa facciata, inquadrata dall’ordine ionico, nella quale è possibile notare innovativi elementi neoclassici che convivono senza fatica con altri più tradizionali tardo barocchi.
Lo stesso ordine ionico era utilizzato all’interno per inquadrare i tre altari, di cui quello principale accoglieva una pala della Madonna del Buon Consiglio, mentre quelli laterali erano dedicati a due figure di santi della casata Strozzi. 

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