Museo alla memoria

Politica culturale a Prato.

Cosa rappresenta per la città il Museo del Tessuto?

Come esperienza personale potrei dire che si tratta di un museo “di nicchia”, di dimensioni abbastanza ridotte, con un allestimento di tipo didattico (e infatti è frequentato soprattutto da scolaresche), interessante ma certamente non entusiasmante: la parte migliore è rappresentata dalla bella architettura che lo ospita: la fabbrica Campolmi ottimamente restaurata.800px-Museo_del_Tessuto-stanza_principale

Per farmi un’idea più estesa ho letto con interesse le recensioni relative al Museo del tessuto di Prato, che i contributori di TripAdvisor hanno voluto lasciare sul sito della famosa piattaforma dedicata al turismo. In genere i giudizi sono positivi soprattutto per l’edificio che ospita l’esposizione. Per il resto le valutazioni sono di questo tipo:

“Per ricordare il passato

“Ottima cura del passato

“Un museo che dimostra quanto Prato è stato importante per il tessile

“La Prato che fu

“Se non fosse per questo posto accogliente e pieno di storia il tessile sarebbe definitivamente scomparso da Prato”

Un tuffo nel passato

“Si esce con la consapevolezza di quanto Prato e l’Italia in generale si siano persi, svendendo una delle tante eccellenze”

“Sorpresa di come Prato e i pratesi fossero stati cosi bravi e di come ci fosse rimasto cosi poco”

Invece per gli imprenditori della città, il Museo, oltre che un’autocelebrazione, è anche il simbolo di un possibile rilancio dell’industria tessile a Prato, giunta all’epilogo di una crisi lunga un trentennio.
Intellettuali, industriali, assessori, politici hanno creduto in una impossibile rinascita: periodicamente si legge di “rilancio del cardato” o cose simili, ma è chiaro che il tessile al massimo potrà occupare una piccola nicchia nel futuro economico della città.

Il Museo del Tessuto, insieme al Creaf, alla politica urbanistica, al sovradimensionato Macrolotto 2, all’Interporto, all’Asel, al Tecnotessile, al depuratore misto di Baciacavallo, a Pratotrade e altre iniziative oggi quasi dimenticate, sono episodi di una politica locale di lunga durata, finalizzata a difendere e proteggere l’imprenditoria tessile, vista come unica speranza economica per Prato, sacrificando risorse per finalità che oggi si fatica a collegare con un possibile sviluppo economico dell’intera città, rendendola capace di diventare polo di attrazione dell’area metropolitana.

In definitiva, dopo che, non senza colpe della classe imprenditoriale, hanno definitivamente chiuso filature, tessiture e tintorie, che significato e che ruolo culturale ha questo Museo del tessile, se non quello di testimonianza storica?

Un piccolo, costoso, Museo alla Memoria.

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