Arma letale


via 1

Il nuovo aeroporto di Firenze in planimetria sembra un’arma puntata sulla Piana e su Prato e infatti proprio qui ci sono state le proteste più forti e con molte ragioni.
Riflettendo però bisogna dire che si tratta di un’arma di distruzione totale soprattutto per Firenze e cercherò di spiegarlo.

  • sovraffollamento-firenze

    La città ha perso 100.000 abitanti tra il censimento del 1971 e quello del 2011, nonostante l’arrivo di 55.000 stranieri; questo drastico calo non è dovuto solamente all’invecchiamento progressivo della popolazione, ma anche a un fenomeno di “espulsione” degli abitanti (a volte a causa di sfratti) soprattutto dai quartieri popolari di Firenze e più vicini al centro storico, verso quartieri sempre più periferici e poi verso i comuni vicini della Piana.

  • turisti-firenze-2

    L’allontanamento  di abitanti (per esempio giovani coppie) dal quartiere di S.Croce o di S. Spirito è dovuto all’eccessivo rialzo dei prezzi di acquisto e di affitto, sostenuto dalla domanda turistica. Come a Venezia, anche a Firenze il turismo di massa, insieme alla terziarizzazione, scaccia gli abitanti e si tratta di un fenomeno ampiamente studiato.  A Venezia il numero di turisti presenti in un dato giorno ha superato quello dei residenti; a Firenze ci si arriverà presto? Nei quartieri centrali è sicuramente già così.

  • santfCentomila posti letto per turisti (oltre all’attività non regolamentata di piattaforme come Airbnb) e i cambiamenti d’uso del centro storico non sono senza conseguenze per la città. Una strada senza abitanti, senza botteghe e negozi, con solo case sfitte, uffici e affittacamere più o meno illegali, sarà sicuramente una strada meno sicura e più degradata, soprattutto la sera. Basta andare in centro a Firenze dopo il tramonto per vedere una città fantasma, vuota, con finestre buie e solo brutti ceffi in giro, a parte le zone della movida dove invece possiamo trovare spacciatori, bottiglie rotte, schiamazzi, comportamenti incivili e giovanissimi turisti anglosassoni ubriachi, reduci dai loro tour alcolici. Di giorno invece congestione dei monumenti più conosciuti, schiere di venditori ambulanti abusivi, gente che prende il sole, gesti impensati di inciviltà, monumenti transennati, rifiuti da per tutto e grupponi di turismi in marcia compatti e inarrestabili, decisi a concludere il tour in 3 ore.

  • Firenze, degrado cittadino, esercizi commerciali non tradizionali 2012-09-19 © Majlend Bramo/Massimo SestiniL’economia del turismo di massa ha preso in ostaggio la città determinando una funesta monocoltura che ha cancellato in pochi decenni ogni attività produttiva dal territorio cittadino. Firenze era una città di antica tradizione industriale e artigianale con aziende di grande importanza: tutte chiuse o trasferite. Gli investimenti si spostano sempre dove più sicuro e alto è il profitto e il turismo di massa offre facili occasioni con negozi dozzinali, proficui franchising, investimenti immobiliari, servizi alberghieri di scarsa qualità ad alto prezzo, ricchi affitti, commercio di inguardabili souvenir cinesi. Per non parlare dei negozi di alcolici spuntati ovunque e delle grandi catene di cibo spazzatura.

  • spiritozoomLa pressione del turismo di massa porta accanto a presunti benefici economici, anche conseguenze negative di natura identitaria, culturale ed ambientale mediante la commercializzazione dell’arte, la banalizzazione e ridicolizzazione dei simboli cittadini, la perdita di identità e vitalità urbana, la congestione di spazi ristretti, la perdita di attività economiche storiche e di negozi di vicinato.
    L’enorme concentrazione di persone dà a tutti l’impressione di una città senza controlli, dove tutto è consentito. A fare notizia sono i casi limite, gli atti di vandalismo, chi tira la coca di fronte a tutti, chi fa sesso per strada, ma sotto la punta dell’iceberg c’è la montagna del degrado quotidiano.

  • Molti problemi sorgono a conciliare interessi commerciali e salvaguardia e conservazione dei beni storici e artistici. Scritte sui monumenti, intonaci staccati per ricordo, gomme da masticate lasciate da per tutto, lucchetti alle ringhiere, arrampicate su monumenti e statue, Alcuni monumenti come il Duomo, sono assediati da moltitudini in pantaloncini e canottiera, decise a sdraiarsi sui gradini bevendo, mangiando e se possibile anche dormendo e a volte urinando dietro l’angolo. La continua necessità di manutenzione degli spazi pubblici e dei monumenti, che non sempre si riesce a soddisfare, costituisce un rilevante onere che grava su tutti.

Non sono cose nuove e inedite; organi di informazione, intellettuali, comitati e associazioni come Florens, Save Florence, Associazione Internazionale Medicea, Progetto Salva Firenze, Associazione Piazza San Marco, lo dicono da anni.
Lo stesso Unesco riconosce il turismo di massa come fattore responsabile di gravi danni ai patrimoni artistici e culturali mondiali.

Dunque l’attuale situazione, con milioni di arrivi turistici l’anno, è già critica per la città, per la sua identità, per la sua conservazione. Il nuovo aeroporto raddoppiando il traffico secondo le intenzioni dei promotori, intende portare a Firenze milioni di turisti in più, dando un colpo di grazia alla grande città rinascimentale.

 AGGIORNAMENTO DEL 27/11/2015

Una lettera dell’Unesco al governo italiano sullo stato di Firenze, chiusa per sei mesi in un cassetto e ora finalmente resa nota a tutti, rileva l’«insufficient management of tourism» e l’«absence of tourist strategy».  Firenze sta andando verso la medesima evoluzione di Venezia:  progressiva espulsione dei residenti, una irreversibile trasformazione in parco a tema del passato. Il rimedio è governare il turismo, indirizzandolo verso l’enorme patriminio artistico e paesaggistico presente nelle città minori e nei paesi.

 

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